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Djokovic indagato per false dichiarazioni di viaggio alla frontiera, ed è giallo sul QR code del test

Djokovic creative commons
Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel il codice QR collegato al test Covid-19 del campione sarebbe dubbio
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ROMA –  Fonti del governo federale australiano confermano che Novak Djokovic è indagato per aver fornito false dichiarazioni di viaggio alla frontiera, appena sbarcato a Melbourne. Sul modulo Djokovic ha dichiarato di non aver viaggiato nei 14 giorni prima del suo arrivo il 6 gennaio in Australia. Ma sui social è facilmente riscontrabile la non veridicità della dichiarazione: Djokovic era stato infatti a Belgrado il giorno di Natale e poi era apparso a Marbella in Spagna il 2 gennaio. Dare informazioni false o fuorvianti è un reato grave, in Australia. Si può anche essere passibili di una sanzione civile per aver fornito informazioni false o ingannevoli, e si può arrivare ad una pena massima di 12 mesi di reclusione. Tuttavia, Djokovic ha detto ai funzionari di frontiera che Tennis Australia ha completato la dichiarazione di viaggio australiana per suo conto. Non è chiaro se questo potrebbe salvarlo o no. I dubbi sulle dichiarazioni di viaggio di Djokovic sono emersi mentre suo fratello si è rifiutato di rispondere alle domande sulla presenza del giocatore a vari eventi (e senza protezioni) nei giorni in cui, i documenti che ha fornito affermano che era positivo al Covid, interrompendo in malo modo la conferenza stampa di famiglia.

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Intanto il caso Djokovic in Australia, sembra sempre più una serie crime. Secondo Der Spiegel il codice QR collegato al test Covid-19 di Djokovic del 16 dicembre pubblicato lunedì negli atti del tribunale sembra restituire un risultato negativo. Secondo il settimanale tedesco, il risultato è dubbio: a volte risulta negativo, altre positivo. Il Guardian ha verificato e a loro risultano solo risultati positivi. Allo stesso modo, il giornalista del New York Times Ben Rothenberg ha riferito di aver ottenuto risultati contraddittori dallo stesso codice QR. Il governo australiano sta ancora valutando l’opportunità di ritirare il visto al tennista serbo, e sta accertando la veridicità delle dichiarazioni di viaggio rese all’arrivo a Melbourne. 

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ATP: “QUESTIONE DJOKOVIC DANNOSA SU TUTTI I FRONTI

La controversia sulla domanda di visto australiano di Novak Djokovic è “dannosa su tutti i fronti”. Lo ha affermato l’Atp, in un comunicato un po’ “pilatesco” in cui chiede maggiore chiarezza sulle regole per entrare in Australia e altrettanto esorta i giocatori a vaccinarsi. “Le complicazioni degli ultimi giorni legate all’ingresso dei giocatori in Australia hanno evidenziato la necessità di una comprensione, comunicazione e applicazione più chiare delle regole”, si legge in un comunicato dell’ATP. “Nel viaggiare a Melbourne, è chiaro che Novak Djokovic credeva di aver ottenuto un’esenzione medica necessaria per rispettare le regole di ingresso. La serie di eventi che hanno portato all’udienza in tribunale di lunedì è stati dannosa su tutti i fronti, anche per il benessere di Novak e la preparazione per gli Australian Open”. 

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