Filler facciali e reazioni al vaccino Covid, l’esperta: “Non c’è da preoccuparsi”

Proietti: "La vaccinazione contro il coronavirus è la nostra arma vincente"
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ROMA – Le persone con filler facciali cosmetici potrebbero sperimentare un gonfiore e una leggera infiammazione se vaccinate contro il Covid- 19. È quello che ha osservato la Food and Drug Administration. In particolare è stata registrata una reazione avversa di entità peraltro lieve o moderata in tre casi specifici. Per capire se gli appassionati di medicina estetica, sia donne che uomini, siano a maggior rischio oppure no, l’agenzia di stampa Dire ha approfondito l’argomento con la dermatologa Ilaria Proietti, dottorata in dermatologia oncologia e medica estetica.

L’Fda americana ha dichiarato che le persone con filler facciali potrebbero sperimentare delle infiammazioni se vaccinate contro il Covid-19. Sono state riscontrate delle controindicazioni durante i trial clinici e di particolari case farmaceutiche? C’è da preoccuparsi?

“Facciamo un po’ di luce su questo argomento. La notizia è esplosa ed è stata ripresa ovunque. Sappiamo che molte persone oggi si sottopongono a questi trattamenti quindi l’interesse è davvero alto verso l’argomento. In alcuni trial clinici di registrazione sono stati riportati degli eventi avversi. In particolare i casi si riferiscono al vaccino di Moderna ed è stato appurato che i pazienti con i filler facciali a cui è stato inoculato hanno riportato delle infiammazioni. Ma in questo caso non è stato approfondito che tipo di prodotto era stato iniettato precedentemente. Queste pazienti avevano ricevuto dei filler 6 mesi prima della vaccinazione anti Covid ed è stato registrato un caso di infiammazione in particolare per un filler delle labbra, effettuato due settimane dopo la prima iniezione del vaccino. Come si può constatare i numeri dei pazienti con reazioni sono limitati. Ma ogni volta che in un trial clinico viene riportata una segnalazione comunque questa entra in scheda tecnica”.

– Perché il corpo produce questo tipo di risposta?

“Sappiamo che il termine ‘filler‘ significa iniettare però noi possiamo iniettare nel nostro corpo diverse sostanze, come ad esempio l’acido ialuronico ma anche derivati sintetici. E naturalmente anche se si tratta di biosimilari il corpo li riconosce come estranei quindi quando effettuiamo un trattamento come il vaccino si attiva la risposta immunitaria, ossia la nostra ‘difesa’ e può accadere che si attivino dei processi infiammatori. C’è da sottolineare che i tre casi di soggetti con reazioni sono stati definiti come lieve-moderati perciò non è stata necessaria l’ospedalizzazione del paziente e si sono risolti con l’applicazione di cortisone locale e la somministrazione di antistaminico-sistemico. Quindi possiamo dedurre che in questo caso la gestioni con antifiammatori è stata semplice e rapida”.

– È importante soprattutto in questo periodo dare messaggi chiari e puntuali alle persone che potranno decidere se vaccinarsi oppure no. Vuole aggiungere qualcosa in più in questo senso?

“Per quanto riguarda la correlazione tra la medicina estetica e le vaccinazioni non c’è nulla di cui preoccuparsi. Perchè come riscontrato nel caso specifico, si tratta di ‘soli’ tre pazienti con reazioni rispetto alle migliaia di dosi che sono state somministrate fino ad oggi. Si tratta di un numero che non è statisticamente significativo. Credo che la vaccinazione contro il Covid sia la nostra arma più importante per uscire da questo momento difficile e per ritornare presto alla nostra vita quotidiana”. 

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