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Pioggia di insulti sui social di Toti: “De Andrè ti avrebbe schifato”

Toti De Andrè
Il presidente della Regione Liguria ha postato su Facebook un ricordo del cantautore genovese, sotto il quale sono fioccati commenti di sdegno dai toni ben poco diplomatici
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GENOVA – Probabilmente lui si sarebbe fatto una risata, accendendosi una sigaretta e liquidando tutto con qualche aforisma tranchant. Ma a 22 anni dalla sua morte, Fabrizio De André continua a far discutere. Questa volta, non sono le parole delle sue canzoni ad accendere la polemica, ma il ricordo via Facebook del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ha ricevuto non pochi commenti di sdegno. Tra le accuse di strumentalizzazione politica, c’è chi non va troppo per il sottile. “Quella chitarra minimo te la infilava nel c…”, oppure “Lui ti avrebbe schifato”, e ancora “Non sei degno di parlare di De André”. È lo stesso governatore a sottolineare gli insulti in un secondo post. “Ho ricordato Fabrizio De André, un grande cantautore, poeta, italiano, genovese e ligure. Un atto sentito personalmente e dovuto da presidente della Regione Liguria- scrive- in questi anni, abbiamo valorizzato molto i nostri cantautori, inserendo anche un corso specifico nelle scuole, in modo da tramandare anche ai più giovani la loro poesia e le nostre tradizioni. Siamo stati i primi in Italia a farlo e di questo sono orgoglioso”.

Toti sottolinea che “l’arte non è di destra o di sinistra. È un bene universale, di tutti e per tutti. Trovo vergognose e fuori luogo le critiche di chi scrive che io non sia degno di nominare De André, né di ascoltarlo. Davvero la vostra idea di libertà e democrazia, che tanto difendete, è questa? Fino a che punto arriva la vostra superiorità morale, se vi arrogate anche il diritto di decidere chi è degno o no di ascoltare certa musica? Ma quanto è fastidioso e miope credersi sempre superiori e dalla parte del giusto, perfino del bello?”. Così, replica con una citazione prosaica dello stesso Faber: “Se i cosiddetti ‘migliori’ di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po’, vivremmo in un mondo infinitamente migliore”.

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