Sciopero della Dad, gli studenti in protesta: “Tornare a scuola in sicurezza”

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Mercoledì nuovo presidio davanti le scuole superiori di Bologna
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ROMA – Una serie di azioni dimostrative davanti alle scuole per spiegare le ragioni dello sciopero dalla Dad e chiedere un rientro in sicurezza al più presto. Oggi gli studenti e le studentesse di Roma e del Lazio, insieme a tutti gli studenti d’Italia, si mobilitano per continuare a tenere alta l’attenzione sui problemi della scuola. “Nonostante i tanti interventi messi in campo per garantire le condizioni di sicurezza necessarie per il rientro, si conferma il problema strutturale della scuola italiana- dichiarano i rappresentanti della Rete degli Studenti Medi del Lazio- Decenni di tagli sulla scuola hanno privato il mondo dell’istruzione degli strumenti necessari per combattere appieno una pandemia che già di per sé costituisce una situazione assolutamente straordinaria. La didattica a distanza è uno strumento emergenziale che sul lungo termine aumenta le disuguaglianze e rende più difficile l’accesso al diritto allo studio per tutte e tutti”. Per questo gli studenti hanno organizzato questa mattina delle azioni dimostrative davanti ai propri istituti, per rivendicare la centralita’ della scuola.

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“La crisi sanitaria è un dramma- dichiarano- ma anche un’occasione per rimettere al centro i veri settori prioritari del paese, a partire proprio dalla scuola. Sono necessari investimenti strutturali ed è necessario ripensare il mondo della scuola a partire da chi lo vive quotidianamente nelle classi”. Rispetto al confronto con le istituzioni, i rappresentanti degli studenti si dicono soddisfatti dei tavoli aperti in sede regionale. “Risulta in questo senso prezioso il confronto avuto pochi giorni fa con la Regione Lazio e l’assessore alla scuola Claudio Di Berardino, che ci ha assicurato che ci sara’ un piano per i trasporti efficiente e funzionante, in aggiunta al progetto ‘scuola Sicura‘ che consente a tutte le ragazze e i ragazzi di prenotarsi per fare gratuitamente il tampone rapido presso la rete dei drive-in della Regione. Il lavoro sinergico fra istituzioni e comunita’ scolastica in una fase cosi’ delicata e’ uno degli elementi fondamentali per garantire al più presto il rientro in presenza e in sicurezza che tutti ci auspichiamo”.

 STUDENTI LICEO ‘KANT’: “GOVERNO CI HA ABBANDONATI

Nel giorno delle proteste studentesche per la mancata apertura degli istituti superiori di secondo grado, anche i ragazzi e le ragazze del liceo ‘Immanuel Kant’ di Roma alzano la voce. “Non accettiamo in nessun modo la situazione attuale in cui si trova l’istruzione. Ancora una volta il governo ha messo la scuola al secondo, terzo o quarto posto, lasciandoci nuovamente alla merce’ di un futuro incerto. Ancora una volta il governo non ha saputo elaborare nel piano di rientro alla didattica in presenza un qualcosa che fosse mattone saldo per costruire il nostro futuro- scrivono in una lettera firmata dai quattro rappresentanti di istituto- Ancora una volta il governo ha posticipato la data di rientro in presenza, e ci ha abbandonati, lasciati nuovamente in didattica a distanza, non avendo compreso la nostra profonda esigenza di cambiare”. “La nostra scuola, così come tante altre della nostra città con cui ci siamo confrontati, ha bisogno di certezze, di non essere continuamente usata come una pedina da spostare ogni qual volta sia comodo. Vogliamo poter tornare tra i banchi di scuola, non ci accontentiamo di esser lasciati con uno schermo nelle nostre case- scrivono ancora i ragazzi- vorremmo che la didattica a distanza fosse solo un ponte che ci porti a tornare stabilmente a fare scuola in presenza, poiché asseriamo fortemente che la Dad non e’ scuola. Siamo stanchi di stare costantemente in bilico tra scuola e casa per svolgere la didattica, questo aspetto ci destabilizza e si sta riversando fortemente sul nostro andamento didattico, sul nostro rapporto con l’istituzione scolastica e sulla nostra individualita’”. Per gli studenti del ‘Kant‘, la situazione relativa ai mezzi di trasporto non è migliorata, e gli orari scaglionati pesano sul carico di studi che devono affrontare i ragazzi e le ragazze. “Tutte le mobilitazioni e scioperi a cui aderiremo non sono alimentate da un’insoddisfazione verso la nostra scuola: sia la preside che il corpo docenti lavorano duramente dall’inizio del nuovo anno scolastico per un’offerta formativa ed un rientro il più ottimale possibile, nonostante le tantissime difficoltà ed imprevisti che hanno dovuto, come del resto anche noi studenti, affrontare”, precisano i ragazzi, che auspicano pero’ un cambiamento, a partire da nuovi investimenti sul settore scolastico e giovanile. 

MERCOLEDÌ A BOLOGNA DI NUOVO IN PRESIDIO DAVANTI A SUPERIORI

Nuovo sit-in davanti alle scuole superiori bolognesi mercoledì mattina. Non si fermano gli studenti e gli insegnanti ‘no-dad’, che protestano contro il rinvio della riapertura delle scuole in presenza deciso dalla Regione almeno al 25 gennaio. L’appuntamento e’ per dopodomani alle 8.15 davanti ai licei e agli altri istituti superiori. I promotori, sotto la sigla Priorita’ alla scuola, promettono di essere “sempre più numerosi e sempre piu’ determinati”. È “ormai evidente quello che purtroppo molti di noi avevano intuito da tempo: a dispetto delle ripetute dichiarazioni del presidente Bonaccini e dell’assessora all’Istruzione Salomoni, la Regione Emilia-Romagna non può o peggio non vuole riaprire le scuole superiori”, affermano gli insegnanti e le famiglie contrari al prolungarsi della didattica a distanza. “Chi ci amministra preferisce, come al solito, decidere a discapito di ragazze e ragazzi, ignorando le conseguenze del protrarsi della didattica a distanza al 100%: aumento della dispersione scolastica e delle disuguaglianze sociali, incremento esponenziale del disagio psicologico e psichiatrico degli adolescenti, danni cognitivi che rischiano di diventare irreparabili”. L’esperienza della Regione Toscana “dimostra che, anche a fronte di un innalzamento della curva epidemiologica, la Dad al 100% alle superiori non e’ l’unica soluzione possibile. La Regione Toscana ha infatti mantenuto l’impegno a riaprire in presenza al 50% dopo aver messo in atto misure semplici e alla portata di tutti: potenziamento del trasporti, controlli davanti alle scuole per evitare assembramenti, screening sistematico e periodico della popolazione scolastica”. 

“Non vogliamo credere- afferma ancora Priorità alla scuola- che i nostri amministratori non siano stati in grado di prevedere l’aumento dei contagi nel mese di gennaio, o che non siano capaci di predisporre misure analoghe a quelle della regione Toscana. Possiamo solo dedurre che non abbiano voluto farlo, poiché la Dad al 100% è più comoda, piu’ economica e piu’ conveniente”. Il comitato degli studenti, degli insegnanti e dei genitori “non intende accettare in silenzio il sacrificio del secondo anno scolastico di fila, né che la proroga della chiusura si trasformi in un atto scontato”, è la conclusione. “Non siamo disposti a tollerare neanche un solo giorno in piu’ di dad al 100%. Per questo la nostra battaglia continua: per riaprire la scuola – in presenza e in sicurezza – per tenerla aperta e per migliorarla”. 

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