Il governatore della Toscana ringrazia gli studenti: “Grande senso di maturità”

Eugenio Giani presidente della Regione Toscana
Il presidente Giani si complimenta con i ragazzi in occasione del ritorno in classe del 50% degli studenti delle scuole secondarie e di secondo grado. Gli fa eco il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che dichiara: "La scuola è il cuore e lo specchio del futuro"
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FIRENZE – “Ancora non posso derogare sulle vaccinazioni che naturalmente vengono impartite a livello nazionale. Non posso derogare ai criteri, ma chiederò che vengano inseriti anche gli insegnanti fra i livelli di priorità perché se stanno in classe è evidente che non devono essere elemento di contagio, ma di equilibrio”. Lo afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, parlando coi giornalisti fuori dal liceo Galileo di Firenze, in occasione del ritorno in classe al 50% degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. “Sicuramente è un elemento su cui riflettere. Lo pensavo anche durante il lockdown dell’anno scorso: non ci vedo niente di male nel far arrivare la scuola fino a fine giugno. Anzi una volta questo accadeva. Quindi ha senso” farla proseguire “più che in estate, io direi nei periodi più caldi di fine giugno inizio luglio” dichiara in merito alla proposta ventilata da più parti di far recuperare le carenze formative accumulate a causa della pandemia nei mesi di didattica a distanza con una prosecuzione della scuola in estate.

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“Oggi ho segnalazioni di un ingresso più controllato rispetto all’ultima volta. Assembramenti onestamente non ve ne sono stati se non per quello che è il normale ingresso su un autobus o l’attesa di qualche minuto per entrare a scuola. Ho visto un grande senso di maturità negli studenti e per questo li ringrazio” spiega Giani, sottolineando che la Regione ha predisposto un piano per il ritorno della didattica in presenza, che prevede un consistente aumento dei bus in circolazione e la presenza di steward alle fermate per evitare i rischi di assembramento. “È un’esperienza- aggiunge- che deve servire a tutto il Paese per capire come un ritorno a scuola al 50% può funzionare. È un atto che volevo compiere anche assumendomene tutti i rischi, perché ritengo che la formazione dei giovani sia un elemento fondamentale per la nostra comunità. Se non lo avessi fatto sarebbe passata l’idea che la scuola è un elemento marginale rispetto alle cose che possiamo fare in periodo di pandemia”. Giani si mostra pronto a ogni scenario futuro: “Per me va bene la riapertura al 50%, la monitoriamo giorno per giorno. È evidente che se le cose vanno bene si può pensare di passare al 75%, se le cose non vanno bene richiuderemo, però valeva la pena provarci”.

GIANI: “LA TOSCANA È TRA LE REGIONI PIÙ VIRTUOSE”

“Ogni regione ha una storia a sé. Oggi la nostra è fra le più virtuose, i contagi di Coronavirus accertati sono 379, il sud della Toscana ne ha pochissimi. Ci siamo quindi potuti permettere di fare questo” spiega il presidente della Regione. “Altri colleghi governatori- aggiunge- hanno avuto un atteggiamento più cauto in presenza di un maggior rischio. Mi sento di poter dire che è proprio la caratteristica del nostro Paese che porta al regionalismo. Quindi rispetto ogni mio collega per il dato epidemiologico che si trova a dover affrontare”.

Eugenio Giani presidente della Regione Toscana

Sulla vaccinazione in Toscana “c’è una pianificazione che vedrà circa 40 luoghi che potranno essere utilizzati al di fuori della rete ospedaliera. La sottoporremo al ministero verso il 20-25 gennaio. Per tutto gennaio però saremo impegnati nella copertura delle vaccinazioni per gli operatori sanitari e gli ospiti e il personale delle Rsa” dichiara nel corso di un’intervista a Radio Toscana Eugenio Giani, che punta al raggiungimento dell’immunità di gregge entro la fine dell’estate, prima dunque dell’obiettivo indicato dal commissario straordinario all’emergenza Coronavirus Arcuri. “Dobbiamo arrivare a coprire ad agosto l’80% della cittadinanza. Sono convinto- puntualizza il governatore- che dobbiamo farlo, altrimenti non avremo assimilato la lezione dell’estate scorsa. Dovremo tenere la situazione sotto controllo fino ad aprile-maggio esattamente come ci siamo mossi dall’autunno scorso. Durante il periodo più caldo non dovremo star fermi, fino ad agosto dobbiamo continuare con intensità la campagna di vaccinazione”. Nei mesi autunnali, del resto, “il virus riprende forza e nelle settimane di ottobre e novembre i casi sono raddoppiati esponenzialmente. Dobbiamo approfittare del periodo da oggi fino a settembre”.

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“Faccio un appello: mi dispiace che si stia attrezzando il piano dei vaccini con un limite di età, dai 16 anni in su. È vero che sugli adolescenti ci sono meno complicazioni e ci sono state meno sperimentazioni, le imprese farmaceutiche ritengono più conveniente puntare sul vaccino per gli adulti. Mi auguro che le nostre autorità si muovano su un sistema di premialità per chi possa sviluppare un vaccino adatto anche al di sotto dei 16 anni. Quest’estate vorrei avere la possibilità di mettere in sicurezza anche i nostri ragazzi” chiude il presidente della Regione Toscana.

NARDELLA: “PIÙ IL COLORE TENDE AL GIALLO, PIÙ ESPLODE LA VOGLIA DI APERITIVO”

“Penso che nelle regioni gialle si possa prevedere una graduale riapertura” dei musei. Peraltro “sono molto sicuri, ben organizzati non vedo le folle come al supermercato, purtroppo”. Lo afferma il sindaco Dario Nardella, intervenendo a ‘Caterpillar’, su Radio 2.

“Oggi torneranno in presenza, dopo tanti mesi, 21.000 ragazzi e ragazze” delle superiori, il 50% degli iscritti nella Città metropolitana di Firenze (circa 42.000). “Siamo felici e orgogliosi di poter essere un punto di riferimento. Sappiamo bene che la prova è molto complessa, difficile, e abbiamo bisogno anzitutto della collaborazione dei ragazzi” sottolinea il sindaco nel giorno in cui in Toscana (unica con Valle d’Aosta e Abruzzo) si riaprono le porte degli istituti. Il piano predisposto da Prefettura, Comune, metrocittà e Regione si struttura su diversi punti. Tra questi, ricorda Nardella, lo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita; i 200 operatori schierati per evitare assembramenti, “tra cui 62 vigili”; gli steward privati per “aiutare gli studenti a districarsi tra le varie corse” del trasporto pubblico. Inoltre “avremo 45 autobus in più che potenzieranno il servizio con centinaia di corse aggiuntive”. Per limitare la circolazione del Covid, prosegue il primo cittadino, “dobbiamo stare molto attenti e io sono sempre stato per la linea della prevenzione e del rigore. Però ci sono delle priorità a cui non possiamo rinunciare”. In questo senso, “la scuola non può essere ridotta a uno dei tanti settori” del Paese, perché ne è “il cuore, lo specchio del futuro. E chi dice che dalle classi parte il contagio a mio avviso non porta i dati: dallo screening di massa che stiamo facendo in tutte le scuole medie di Firenze, dimostriamo che c’è solo un contagio ogni mille ragazzi”.

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“Purtroppo più il colore tende al giallo, più la voglia di aperitivo esplode”. Il sindaco di Firenze sintetizza con una battuta uno dei temi atterrati nei tavoli del governo (tanto che nel nuovo dpcm potrebbe essere vietato l’asporto dopo le 18). “Anche a Firenze, che è una città molto vivace, con tanti locali, in questi ultimi giorni è ripartito un po’ di movimento nell’orario dell’aperitivo”. Per questo se da una parte “stiamo cercando di intensificare i controlli”, dall’altra il lavoro si concentra sulla comunicazione. E qui Nardella torna su un concetto: “Chiediamo ai ragazzi di aiutarci, perché non è che dobbiamo fare sempre i professorini verso i giovani. Possiamo motivarli facendoli sentire protagonisti. La cosa peggiore, infatti, è che si sentano lo scarto della società, l’ultimo problema”, reagendo così anche a modo loro”, per “ribellione, oppure per bisogno di libertà”. La ricetta di Palazzo Vecchio, quindi, va da un rafforzamento dei controlli ad un “coinvolgimento attivo dei giovani più interessati alla questione della movida e degli aperitivi”.

nardella sindaco firenze

A Firenze il test degli ingressi scaglionati, dalle 8 alle 10.10, “per ora è andato bene”. Oggi “è una giornata di gioia oltre che un test importante per tutto il Paese” sottolinea Nardella. Certo, avverte, in queste operazioni “c’è sempre un margine di errore: ci sono e ci saranno disagi e problemi. Perché stiamo parlando di numeri importanti“, ovvero “21.000 ragazzi in poche ore sono entrati in classe” nei comuni della Città metropolitana. In questa fase, racconta, “stiamo cercando di lavorare sulla collaborazione degli studenti. Qui non si tratta di fare le multe davanti alle scuole, ma piuttosto di coinvolgerli in un’operazione complessa facendoli sentire protagonisti. E io ho già ricevuto dai ragazzi messaggi di entusiasmo”. La riapertura è coincisa anche con i numeri più rassicuranti della Toscana, lo rivela anche il primo cittadino, che però sottolinea: “Alla fine bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo. Avere la forza, il coraggio e la tenacia di riconoscere alla scuola un ruolo primario. Credo che in Toscana sia maturata questa consapevolezza: io stesso, come sindaco, ho cercato di spingere al massimo, anche nei colloqui con i ministri. Ho sentito la ministra Azzolina non più tardi di ieri”.

NARDELLA: “C’È UNA DISTANZA SIDERALE TRA IL PAESE REALE E I PALAZZI ROMANI”

“Non ho mai visto una distanza così grande, direi siderale, tra il Paese reale e quello che sta succedendo nei palazzi romani. In queste ore siamo impegnati sulla riapertura delle scuole, l’organizzazione dei trasporti, la distribuzione dei vaccini”, ma “tutto questo stride con una discussione politica che sembra non trovare sbocco. Tutti i cittadini e noi sindaci in primis ci aspettiamo che questa crisi trovi al più presto uno sbocco positivo, costruttivo” sottolinea il sindaco di Firenze a Sky Tg24. Ora “serve rapidità. Ci sono cose che si possono, si devono migliorare nell’azione di governo e credo che i partiti della maggioranza ora abbiano una responsabilità storica di fronte al Paese. A cominciare dal mio partito, il Pd, che spero possa essere il motore di una soluzione che chiuda una volte per tutte queste tensioni che vanno avanti da troppe settimane”, conclude.

“Nella seconda e terza fase della vaccinazione credo che i sindaci debbano essere necessariamente coinvolti. Ne ho parlato con il commissario Arcuri la scorsa settimana e abbiamo programmato un incontro con i sindaci delle grandi città metropolitane”, in prima linea “perché con i numeri più importanti” dice a Sky Tg24 è il sindaco di Firenze, che per Anci è anche il coordinatore della Città metropolitana. “Proveremo a fare un coordinamento con Arcuri per condividere strumenti, iniziative e anche tempistiche sulla vaccinazione di massa, che non può essere circoscritta solo alle strutture ospedaliere e sanitarie”.

C’è anche il Mandela Forum, il palazzetto dello sport di Firenze, nella mappatura delle strutture per la vaccinazione di massa. “Ci stiamo attrezzando per la fase due e tre. Come Comune e Città metropolitana abbiamo preparato una mappatura di tutte le strutture, d’accordo con l’Asl, dove si possono fare le operazioni. Abbiamo selezionato alcuni grandi impianti sportivi, anche il palazzetto dello sport, il Mandela Forum, e stiamo verificando la possibilità di utilizzare teatri” così come “le scuole nelle fasce pomeridiane” spiega Nardella. L’obiettivo, aggiunge, è “avere un elenco pronto, prediligendo tutta una serie di criteri sanitari”, come adoperare i piani terra e scegliere edifici con servizi a disposizione.

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