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L’Anpi di Venezia condanna Donazzan: “La maggioranza prenda una posizione”

Elena Donazzan
L'assessore regionale a Istruzione, Formazione e Lavoro venerdì scorso ha intonato 'Faccetta nera' alla trasmissione radiofonica 'La Zanzara' su 'Radio24'. Il presidente di Anpi Collovini: "I partiti di governo regionale dicano se condividono il pensiero"
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VENEZIA – L’Anpi di Venezia, “deplora” l’atteggiamento dell’assessore regionale veneto a Istruzione, Formazione e Lavoro, Elena Donazzan. A comunicarlo è Diego Collovini, presidente provinciale Anpi, che interviene per condannare l’intervento di Donazzan alla trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’ su ‘Radio24’ di venerdì scorso, in cui l’assessore veneto ha intonato ‘Faccetta nera’. “L’arroganza con la quale ha rivendicato l’appartenenza al fascismo si è manifestata citando le parole dello zio soldato, “nella vita si giura una sola volta”, con le quali ha voluto sottolineare ancora una volta che il fascismo è un affare di famiglia”, racconta Collovini.

“L’Anpi deplora questo atteggiamento e il modo con cui l’assessore regionale esprime le sue idee, ma ancor più sente di condannare il termine ‘goliardico’, da lei usato, per giustificare il suo canto e con il quale ha voluto ricordare il passato coloniale e la guerra espansionistica in Africa. Ha ritenuto anche goliardica sia stata la campagna coloniale in Libia, Etiopia e quindi in Abissinia? Gli Stati dove furono perpetrati, dalle truppe italiane, genocidi e i soprusi più atroci, nonché impiegate le bombe all’iprite (gas tossico) vietate dalla convenzione di Ginevra”.

E anche il paragone tra ‘Bella Ciao’, “canzone di libertà e democrazia”, e ‘Faccetta nera’, che secondo Donazzan raccontano “due storie diverse, ma entrambe italiane”, denigra tutta la Resistenza, sostiene Collovini, che conclude: “Anpi si aspetta dalle forze democratiche che governano la Regione una presa di posizione forte e risoluta, perché l’assessore rappresenta tutta la Regione Veneto, e dicano i partiti di governo regionale se condividono il pensiero di chi ha le deleghe all’Istruzione e alla Formazione e al Lavoro, appunto il lavoro su cui è fondata la nostra Repubblica e vorremo che lo fosse anche per la Regione Veneto”.

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