L’Omceo Roma contro le aggressioni a donne e medici, Magi: “E’ la priorità”

Convegno dell'ordine dei medici sulle aggressioni agli operatori della sanità
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ROMA – Il 2020 dell’Omceo di Roma riparte in difesa delle donne, contro i femminicidi e contro la violenza agli operatori sanitari. Questa mattina, nell’aula Roberto Lala della sede di via De Rossi, si e’ infatti aperto un convegno dedicato a questi temi, alla presenza del presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, e del presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.

“Quello di oggi e’ il primo convegno di una serie che ci saranno quest’anno, focalizzato sulla violenza contro le donne e contro gli operatori sanitari- ha spiegato Magi-. In quest’ultimo caso si tratta di un problema che avevamo messo in evidenza gia’ due anni fa, quando convocammo qui nella sede dell’Ordine l’assessore regionale alla Sanita’, Alessio D’Amato e tutti i direttori generali delle aziende. In quell’occasione decidemmo insieme di mettere in moto un Osservatorio sull’argomento, che e’ stato messo in atto con delibera regionale. Stiamo per iniziare a studiare i primi dati che sono arrivati, che rimangono comunque la punta dell’iceberg per quanto riguarda la reale situazione”.

Secondo Magi, poi, “in Parlamento c’e’ un disegno di legge e il ministro Speranza ha dato la disponibilita’ nel caso non ci fossero i tempi per approvarla, di fare addirittura un decreto legge. Questo e’ un fatto importante, ma le leggi non bastano. Serve la prevenzione, che vuol dire rimettere in moto tutte quelle iniziative che erano legate anche alla presenza delle forze dell’ordine presso le strutture sanitarie, specie nei punti piu’ critici come i Pronto soccorso e le Guardie mediche. Ma avviare anche attivita’ di videosorveglianza, per esempio a Napoli in questi giorni sta partendo la prima ambulanza con la videosorveglianza all’interno, perche’ ovviamente le aggressioni riguardano anche le attivita’ del 118”.

Per il presidente Magi, inoltre, “bisogna ripristinare il rapporto medico-paziente, affinche’ il paziente non veda piu’ il medico come un ostacolo burocratico, ma come qualcuno che gli risolve un problema. Bisogna agevolare l’accesso ai servizi sanitari e migliorare la comunicazione che c’e’ tra le attivita’ nostre e i parenti dei pazienti”.

ANELLI: AGGRESSIONI? OK LEGGE MA RIVEDERE ORGANIZZAZIONE SSN

“Sono anni che ci battiamo perche’ ci sia una legge che aumenti le pene, soprattutto che determini la procedibilita’ d’ufficio in modo tale da perseguire i violenti nei confronti degli operatori, ma anche l’avvio di un confronto sulle modalita’ con le quali e’ organizzato il servizio sanitario nazionale, e sui livelli di sicurezza che oggi non sono adeguati per garantire l’incolumita’ dei professionisti. Questo confronto lo si potra’ fare all’interno dell’Osservatorio Nazionale sulla violenza contro gli operatori sanitari”. Lo ha detto, all’agenzia Dire, il presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, che stamani e’ intervenuto al convegno dell’Omceo Roma ‘Contro la violenza sulle donne e contro la violenza sugli operatori sanitari’.

“Ci sono tante situazioni in cui questa realta’ di insicurezza e di mancato rispetto delle norme della legge 81 sono evidenti- ha spiegato Anelli-. Nell’ultimo incontro dell’Osservatorio e’ emerso che un terzo dei presidi di guardia medica e dei presidi sanitari territoriali non rispondono in pieno ai criteri di sicurezza previsti dalla legge. Esiste, dunque, un problema organizzativo ed e’ il motivo maggiore secondo noi che provoca la violenza, perche’ se un cittadino deve aspettare tanto per ottenere una prestazione, se il suo livello di sofferenza non e’ preso in carico dal sistema perche’ i medici sono pochi, se le strutture sono inadeguate, se l’allocazione dell’ambulatorio o della guardia medica sono isolati, e’ chiaro che queste situazioni non sono adeguate a scongiurare episodi di violenza”.

Secondo Anelli, dunque, “la legge rappresenta sicuramente un punto di partenza, ma resta da discutere tutto il modello organizzativo e qui credo che l’attivita’ dell’Osservatorio possa essere importante perche’ deve revisionare quella raccomandazione – la numero 8 che il ministero aveva emanato nel lontano 2007 – che serviva a monitorare gli episodi di violenza ma soprattutto a valutare i processi che li determinavano”.

SCALISE: MEDICI ACCANTO A DONNE CONTRO FEMMINICIDI

“Oggi, come da sette anni a questa parte, celebriamo la giornata contro il femminicidio qui all’Ordine dei medici di Roma. Purtroppo anche l’anno appena passato ha segnalato tantissime donne che sono morte per mano di un uomo: ne muore una ogni tre giorni e le violenze sessuali avvengono ogni quarto d’ora”. Lo ha detto, all’agenzia Dire, la psichiatra e consigliere dell’Ordine dei medici di Roma, Rosa Maria Scalise, a margine del convegno dell’Omceo Roma ‘Contro la violenza sulle donne e contro la violenza sugli operatori sanitari’.

“In quanto medici ci troviamo ad essere i primi interlocutori, sia delle donne che subiscono violenza, sia negli accertamenti di morte purtroppo- ha aggiunto Scalise- Sappiamo che il problema e’ grande, l’abbiamo affrontato da vari punti di vista: delle neuroscienze, della mente umana, di come si forma l’attaccamento e soprattutto che tipo di relazioni si creano con un uomo. Quindi sentiamo il dovere, come sempre, di occuparci di questo problema e soprattutto di fare informazione, che rappresenta la prima parte di quella che dovrebbe essere la prevenzione”.

PATRIZI: CONTRO AGGRESSIONI INDIVIDUARE SEGNALI ALLARME

“Anche quest’anno l’Ordine dei medici e’ in campo contro la violenza sulle donne e contro la violenza ai medici e agli operatori sanitari. Abbiamo portato il nostro contributo nel 2019 per l’elaborazione della normativa cosiddetta “codice rosso”, dove il contributo dell’Ordine si e’ focalizzato sull’importanza di concordare linee guida per l’individuazione dei segnali precoci di allarme”. Lo ha detto, all’agenzia Dire, la consigliera dell’ordine dei medici di Roma, Cristina Patrizi, intervenendo a margine del convegno dell’Omceo Roma ‘Contro la violenza sulle donne e contro la violenza sugli operatori sanitari’.

“Come medici sara’ importante formarsi- ha aggiunto Patrizi- e concordare insieme alle societa’ scientifiche attive sul settore dell’emergenza, una linea guida per aiutare noi operatori in frontline sul territorio a individuare quei segnali nelle famiglie e nei nuclei sociali, che ci consentono di non arrivare al femminicidio, a una situazione di violenza grave sulle donne e sugli operatori sanitari. Questo e’ il nostro ruolo nel quale ci impegniamo: individuare segnali precoci di allarme”.

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11 Gennaio 2020
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