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Speranza: “Vaccinato l’88% degli over 12, ripresa economica grazie a Servizio Sanitario Nazionale”

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"I numeri migliori sono però dovuti alla campagna vaccinale, che è la vera leva in questa pandemia"
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ROMA – “Stamattina abbiamo superato l’88% delle persone vaccinabili over 12, l’85% ha completato il ciclo. Crescono le persone che fanno le prime dosi e abbiamo superato i 10 milioni di richiami. Basta ambiguità sui vaccini, è l’unico modo per uscire dalla pandemia“. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo all’assemblea della Cna.

“Siamo ancora in una fase non facile, la nuova ondata covid sta toccando in modo significativo l’Europa. Anche in Italia c’è un’oggettiva crescita dei contagi anche se siamo tra i Paesi coi numeri migliori grazie ai vaccini, oltre 100 milioni di dosi in meno di un anno. Questa nuova ondata sta toccando in modo significativo l’Europa, anche Paesi con pochi abitanti hanno oltre diecimila casi al giorno e pure nel nostro Paese i casi stanno crescendo, sebbene con numeri migliori degli altri, ma dobbiamo mantenere moltissima attenzione. I numeri migliori sono però dovuti alla campagna vaccinale, che è la vera leva in questa pandemia. Dobbiamo avere piena fiducia nella scienza”, dice Speranza.

“Nella giornata di ieri abbiamo raggiunto 100 milioni di dosi somministrate, non è ancora passato un anno dal 27 dicembre, giorno di avvio delle somministrazioni, e già siamo all’85% delle persone con ciclo completo– sottolinea Speranza-. Ogni giorno nuove persone si convincono nel fare l’inoculazione, dobbiamo quindi insistere e convincere le persone a fare la prima dose. Nella sola giornata di ieri abbiamo fatto 520 mila somministrati, questo è il primo grande punto su cui investire”.

E proprio per non disperdere questi sforzi, per non sprecare questa crisi, il ministro spiega che “ci sono delle scelte da fare: i soldi messi sulla sanità sono stati considerati, per troppo tempo, spesa pubblica. Dobbiamo rovesciare questo schema e immaginare che ogni euro messo sull sanità è un investimento. Oggi c’è una consapevolezza anche del mondo produttivo: non c’è contrapposizione tra sviluppo e salute, questa è la premessa ad ogni sviluppo economico possibile. Le misure sanitarie che funzionano non sono lacci che ci fermano ma il modo con cui possiamo costruire per il nostro Paese”, osserva Speranza.

“L’Italia è un grande Paese, ma quel 6% di crescita sul Pil, senza il nostro Servizio sanitario nazionale, non avremmo potuto averlo– ribadisce il titolare del dicastero della Salute- Adesso si apre la possibilità di trasformare la crisi in un’opportunità di ripartenza, questo deve essere lo spirito dei gruppi dirigenti, di tutte le parti sociali, anche perchè le risorse ci sono”.

E con queste risorse, ricorda Speranza, “va rafforzata la medicina territoriale, la prossimità, l’uso delle tecnologie, la tele-assistenza, la ricerca, che ha dimostrato la sua forza con i vaccini. Dobbiamo quindi provare a vivere la sfida di questo Paese che ha già dimostrato di sapere resistere, e che oggi può giocare con protagonismo la sfida del futuro. L’idea di un patto per il Paese, come formulata dal presidente Draghi, è la strada vera da perseguire“, ribadisce Speranza.

“Una sfida vera per il futuro è di evitare che l’Europa dimentichi quello che ha vissuto negli ultimi anni: la stagione dei tagli, per come l’abbiamo conosciuta, non deve più tornare. Le persone e le imprese devono stare al centro di questo tempo difficile e la premessa del patto Paese è la forza del nostro Ssn, questo è il patrimonio di tutti”, conclude il ministro.

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