Il dato come strumento di pianificazione sanitaria

Nello Martini: "Il farmacista ospedaliero come figura centrale nella programmazione della nuova sanità"
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FIRENZE – “Il farmacista deve assumere il ruolo di primo supporter del dato come strumento di pianificazione dell’assistenza”: lo ha affermato Nello Martini, presidente della Fondazione Ricerca e Salute e storico esponente della riflessione sul farmaco nel nostro Paese.

Intervenendo nella sessione dedicata a “Dal reale utilizzo alla potenzialità del dato” (cui hanno anche partecipato Nicola Magrini, Direttore Generale AIFA; Giuseppe Viggiano, Direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica; Lorella Lombardozzi, Direzione Area politica del Farmaco, Regione Lazio) Martini, già Presidente SIFO (1990-1998) e Direttore generale dell’AIFA, ha proposto un excursus storico delle scelte di politica sanitaria dalla legge 833.1978 fino alla 189.2012 (la cosiddetta Legge Balduzzi), Martini – già presidente SIFO (1990-1998) approfondendo il tema del “dato e delle informazioni” riconducendolo al ruolo della SIFO e della professione del farmacista ospedaliero: “una Società scientifica guida i processi assistenziali se è in grado di produrre dati e conoscenze rilevanti per il SSN; la SIFO nella sua espressione ospedaliera e territoriale è una struttura trasversale a tutti i processi assistenziali ed è quindi realtà che si candida per sua vocazione ad essere nella governance evoluta del nostro sistema di salute; SIFO rappresenta una rete capillare e diffusa di prossimità indispensabile per realizzare la continuità ospedale-terirtorio e l’assistenza sanitaria territoriale: in questo senso il grande progetto futuro della SIFO – ha aggiunto Nello Martini – è quello che permetterà di passare come Società scientifica dalla gestione del farmaco alla governance dell’intero processo assistenziale”.

Per il futuro del farmacista ospedaliero Nello Martini vede quattro passaggi professionali  essenziali, messaggi che devono essere portati avanti da SIFO e accolti dai decisori: “il FO deve essere riconosciuto come figura centrale nella stratificazione del rischio e della programmazione della presa in carico; il FO deve essere poi considerato come figura primaria nei meccanismo di valutazione dei costi assistenziali integrati; la sua professionalità deve essere considerata prioritaria nell’individuazione e monitoraggio delle popolazioni target dei nuovi farmaci; e per finire il farmacista ospedaliero deve posizionarsi come componente essenziale nell’organizzazione e sviluppo dell’oncologia mutazionale e dei molelocar tumor boards”.

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