Distribuzione parallela dei farmaci, Italia pronta ad adeguarsi

All'esame della Camera l'emendamento che, per essere approvato, dovrà ricevere la maggioranza dei voti in commissione e il consenso del governo
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ROMA – “Presentato, nell’ambito dell’esame della legge di Bilancio, un emendamento dell’onorevole Misiti (Movimento 5 Stelle) a favore della distribuzione parallela dei farmaci, attività commerciale riconosciuta e regolamentata a livello nazionale e comunitario, la quale prevede l’acquisto di un prodotto farmaceutico in uno stato dello spazio economico europeo e la sua distribuzione in Italia. Si tratta di uno degli emendamenti che la Camera dei deputati è chiamata a votare e che, per essere approvato, dovrà ricevere la maggioranza dei voti in commissione e il consenso del governo. La modifica normativa permetterebbe agli importatori paralleli di versare un contributo direttamente a favore del Fondo Sanitario Nazionale, aggiuntivo rispetto al pay back già pagato dalle aziende, e di dare finalmente stabilità al settore consentendo alle aziende di ricominciare ad immettere in commercio prodotti di Fascia A, ovvero rimborsati dal Ssn. Il mercato parallelo in Italia è in forte contrazione a partire dal 2017, anno a partire dal quale agli importatori paralleli non è più concesso immettere sul mercato questa tipologia di medicinali. Se approvata, la proposta emendativa salverebbe numerosi posti di lavoro a rischio e garantirebbe il ripristino del corretto funzionamento della concorrenza nel mercato farmaceutico. Le importazioni parallele, infatti, rappresentano l’unica forma di concorrenza per i medicinali coperti da brevetto. In altri Paesi nel resto d’Europa, il mercato parallelo dei medicinali ha permesso risparmi aggregati (diretti e indiretti) quantificabili in 2.883 mld di euro nel 2018. Anche all’Italia viene ora offerta un’opportunità per reperire nuove importanti risorse da questo mercato”. Così, in una nota, l’Associazione Importatori Medicinali Italiani (Aim).

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