Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Don Ciotti: “Le mafie a braccetto con il Covid, con il virus si espandono”

Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, interviene al Meeting dei diritti umani promosso dalla Regione Toscana.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “La malattia del virus e quella del potere vanno a braccetto, troppo spesso sembrano fatte l’una per l’altra. Lo stesso si può dire della corruzione e delle mafie: virus anche loro, radicati e secolari che” nel coronavirus “stanno trovando nuove opportunità di espansione“. Lo spiega don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, nel suo intervento al Meeting dei diritti umani promosso dalla Regione Toscana.

Lo dice dopo essersi soffermato sul primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani, in cui sono condensate “libertà, uguaglianza e dignità. E gli strumenti che rendono possibile l’affermazione” degli uomini: la coscienza e la ragione, legati alla fratellanza.

Un primo articolo, sottolinea, che oggi suona come “un’accusa all’irresponsabilità, all’ingiustizia, alla mancanza proprio di coscienza e di ragione”. Un’accusa che è anche “un tradimento all’umanità compiuto da molti, da troppi, perché in questo drammatico tempo segnato dalla pandemia è a rischio il diritto che sta alla base di tutti gli altri, il diritto alla salute, cioè alla vita”.

Così, prosegue, “guardiamo quella che sembra essere la principale preoccupazione dei governi mondiali: trovare un punto di equilibrio tra la tutela della salute e la riduzione del danno economico. Tra la protezione delle vite e l’esigenza che la protezione non intralci il sistema produttivo. Ma ragionare solo in questi termini significa già considerare il valore delle vita subordinato a quello del profitto“.

E “la proverbiale minaccia, ‘o la borsa o la vita’, trova oggi una mortale realizzazione in un sistema economico che sfrutta, umilia e se necessario sopprime vite in nome di questo idolo: il profitto, l’avidità di denaro”.

Per parlare “credibilmente” dei diritti umani “non bastano correttivi politici o economici, serve una rivoluzione culturale, di pensiero. Serve un cambiamento radicale, non un semplice adattamento: una rinascita, una rigenerazione”. Ma oltre alla salute, “altri diritti non meno fondamentali sono oggi negati, umiliati, offesi. Come il diritto al lavoro, alla casa, all’istruzione”. Oppure “i diritti della natura, violentata senza pietà”, tanto che don Ciotti parla di ecocidio.

“Diritti- conclude- trasformati in privilegi, in opportunità esclusive. E in tutto questo fioriscono e prosperano le industrie del profitto: il Covid-19 non ha fermato il mercato delle armi né il business delle guerre. Ci sono multinazionali oggi, soprattutto nel commercio e nella sanità, con fatturati spaventosi potendo agire in un mercato senza regole fatto a loro misura”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»