Università, la Cusano fa 13: inaugurato il nuovo anno accademico

Una delle mission dell'ateneo è "favorire l'accesso ai più meritevoli indipendentemente dalle proprie condizioni economiche"
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ROMA – Alla Niccolò Cusano è stato ufficialmente inaugurato l’anno accademico 2019/2020. La cerimonia si è aperta con la relazione del magnifico rettore Fabio Fortuna che ha ricordato, fra le altre cose, come in questi tredici anni l’università Niccolò Cusano abbia compiuto passi da gigante.

A seguire è stato il turno di Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, invitato dall’ateneo per parlare di terremoti, visti gli ultimi fatti di cronaca, ma soprattutto per inaugurare l’anno accademico all’insegna della scienza che, ha ricordato Fortuna, “ultimamente viene messa troppe volte in discussione, e oltretutto da non addetti ai lavori”.

Dopo la lezione di Doglioni è stato il momento del presidente del cda, Stefano Ranucci, che dal palco ha ricordato una delle mission dell’ateneo “favorire l’accesso ai più meritevoli indipendentemente dalle proprie condizioni economiche” e “gli investimenti nei progetti di ricerca grazie anche agli accordi nazionali e internazionali con Gazprom e Honda”.

A chiudere la cerimonia le parole di Stefano Bandecchi, presidente della Società delle Scienze umane, che ha voluto ribadire gli elementi distintivi della realtà Unicusano.

“Quando tornate a casa- si è rivolto verso i genitori in platea- chiedete ai vostri figli se nelle loro università riescono a interloquire facilmente con i loro professori. Da noi è diventato un elemento centrale, ogni giorno tutti i nostri docenti hanno l’obbligo di essere reperibili un’ora al giorno in presenza o in videoconferenza. Questa che potrebbe sembrare una cosa banale è una differenza sostanziale perchè nessun altro ateneo offre questa possibilità”.

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