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VIDEO | Caterina de’ Medici, il vero Principe di Machiavelli è lei

L'ultimo volume della storica Alessandra Necci è dedicato alla figura di Caterina de' Medici, uno dei personaggi che la storia "ha malcompreso"

Pubblicato:10-12-2019 13:17
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 16:44
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ROMA – “Materna, affettuosa, curiosa di tutto e di straordinaria duttilità politica”. E’ tutto questo “Caterina de’ Medici, la figlia di Lorenzino il Giovane, colui al quale Machiavelli dedicherà il Principe. La verità è che se avesse conosciuto Caterina, l’avrebbe dedicato a lei“. Personalità strategica, “anomala sin dalla prima parte della sua vita, intelligente, colta, non bella”, donna di governo e di ragion di stato è la protagonista dell’ultima opera, edita da Marsilio Editore, della storica e scrittrice Alessandra Necci che, intervistata da DireDonne, ha spiegato anche quanto sia complesso scrivere biografie storiche, volendo cogliere la psicologia e le emozioni di questi grandi personaggi. ‘In tanti anni ho pianificato ogni mossa e mi sono riproposta di vincere sul lungo periodo’: è proprio Caterina de’ Medici a parlare di se stessa.

“Nasce a Firenze nel 1519- ricorda la storica nell’intervista- rimane subito orfana e dalla prima infanzia è una pedina fondamentale nello scacchiere della politica. La fanno sposare nel 1533 con il secondogenito del re di Francia che è Francesco I, innamorato del Rinascimento italiano. La Corte disprezza Caterina e lei capisce che per sopravvivere deve farsi sottovalutare”. Inizia così a tessere una tela che la vede sempre più alleata con il suocero e inizia a far arrivare in Francia la cultura italiana. “Dopo 10 figli rimane vedova ed è allora che getta la maschera. Per quasi trent’anni- spiega Necci- Caterina regnerà, perchè sarà lei, dietro al trono, a gestire il potere in Francia per conto dei tre maschi che si alternano”.


La complessità di questo personaggio emerge con pienezza nel lavoro di Alessandra Necci, che nelle sue opere è sempre attenta “all’aspetto psicologico, ai sentimenti, alle passioni. Mi piace andare a scavare nella psiche– dice- e da storica mi sono resa conto che ci sono personaggi che sono emersi come diabolici, come accaduto per Caterina de’ Medici, e che invece non lo sono stati”. Per questo nei suoi libri, come nei precedenti su Isabella d’Este e Lucrezia Borgia, sono proprio queste donne a parlare della loro esistenza “in prima persona. In fondo sono loro che prestano a me la loro vita in quel gioco di specchi che sta alla base della scrittura di biografie”. Come storica Necci ha una predilezione “per i personaggi che la storia ha malcompreso, come Caterina de’ Medici”, definita “l’avvelenatrice” o “maltrattato, come Lucrezia Borgia considerata facile” perchè c’è un’altra storia che non è quella che è stata trasmessa ai posteri anche perchè- ricorda- il modo più efficace per vilipendere una dinastia è sempre stato quello di prendersela con le donne”.

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