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Tg Riabilitazione, edizione del 10 novembre 2021

Si parla di tumori testa-collo, traumi, algodistrofia e ictus
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– TUMORI TESTA-COLLO, DOPO INTERVENTO RIABILITAZIONE FONDAMENTALE

Il fumo, l’alcol e l’infezione da Hpv sono i principali fattori di rischio dei tumori – benigni e maligni – che afferiscono al distretto testa-collo. Si tratta di tumori considerati rari, infatti rappresentano ‘solo’ il 5% dei tumori maligni che colpiscono l’uomo. Ma in realtà quel 5% corrisponde a circa 12mila nuove persone all’anno affette dalla patologia. Molto spesso il paziente non pensa che il tumore possa aggredire la bocca, la lingua, la guancia eppure è così. Per cui si giunge tardi alla diagnosi, che corrisponde a scarsi livelli di guarigione. Dopo l’intervento chirurgico, quando necessario, la riabilitazione è fondamentale.
“Il paziente sottoposto ad un importante intervento chirurgico ha sicuramente bisogno di un percorso riabilitativo più lungo e più impegnativo. Al contrario nel caso delle piccole neoplasie della laringe, come ad esempio l’intervento di cordectomia, il paziente con qualche seduta di logopedia è in grado di risolvere il problema e tornerà ad avere una ‘buona voce’. Sia nei casi più complessi che in quelli di minore entità il trattamento riabilitativo rimane fondamentale”, così Raul Pellini, direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale dell’Ifo di Roma intervistato dall’agenzia di stampa Dire.

– ORTOPEDICI E TRAUMATOLOGI A CONFRONTO SU TEMI EMERGENTI

Il congresso nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot) quest’anno è tornato nuovamente a svolgersi in presenza raccogliendo l‘entusiasmo di molti specialisti di fama nazionale che sono tornati a confrontarsi sui temi più emergenti nell’ambito dell’ortopedia. Durante le giornate di lavoro si è parlato di: traumatologia, chirurgia protesica di ginocchio, anca, spalla e mano, chirurgia ortopedica pediatrica, la gestione delle infezioni, artroscopia, medicina dello sport, fratture da fragilità ossea e della ripresa dell’attività sportiva in seguito all’impianto di una protesi. E naturalmente della successiva riabilitazione. Si è posto poi l’accento anche sull’importanza di prevenire l’osteoporosi, di nuove protesi e del ruolo sempre più rilevante della robotica, della medicina rigenerativa e della telemedicina.

– ALGODISTROFIA, ‘SI-GUIDA’ LANCIA GIORNATA MONDIALE

La Società Italiana per la Gestione Unificata ed Interdisciplinare del Dolore muscolo-scheletrico e dell’Algodistrofia ha proposto di attivare, ogni 8 novembre, una Giornata mondiale dell’algodistrofia, per creare un’occasione per ricordare i problemi e le necessità di pazienti spesso misconosciuti che corrono il rischio di diventare del tutto invisibili. “Abbiamo attivato questa iniziativa- ha spiegato il professor Giovanni Iolascon, direttore esecutivo di Si-Guida- per dare un segnale forte a difesa dei pazienti, il nostro obiettivo è quello di creare un appuntamento fisso nel tempo: l’8 come Giornata mondiale e novembre in generale come mese di sensibilizzazione dedicato all’algodistrofia. La nostra mission è contribuire al progresso della conoscenza medico-scientifica dell’algodistrofia e sensibilizzare la comunità tutta sulla patologia affinché vengano forniti ai pazienti gli strumenti più idonei per la prevenzione, la cura e la riabilitazione di questa complessa malattia”.

– RETE ICTUS, IN TOSCANA APPROVATE NUOVE LINEE D’INDIRIZZO

La Toscana aggiorna l’assetto della rete regionale clinica dell’ictus. I principali elementi di innovazione delle linee di indirizzo vertono sulla struttura della rete e sulla comunicazione, sul personale e le competenze, con definizione di ruolo e composizione dello stroke team, sulla formazione, governance e monitoraggio. La riorganizzione include le nuove modalità operative che si traducono nella fase territoriale, destinazione del paziente, fase pronto soccorso, ospedali accreditati per la trombolisi endovenosa e per il trattamento endovascolare, fase acuta di degenza, modalità di hand-over e riabilitazione. Il nuovo modello organizzativo definisce il percorso più appropriato anche per tutti i casi di ictus ischemico ed emorragico, che non hanno indicazione a tali trattamenti, ma che grazie al percorso tempo-dipendente hanno l’opportunità di accedere a una presa in carico ospedaliera più efficiente. In questo contesto svolge un ruolo cruciale il gruppo multiprofessionale e multidisciplinare. Lo stroke team è presente in ogni ospedale accreditato e la sua specificità è nelle aree di degenza, dove viene effettuata una precoce presa in carico riabilitativa, creando così i presupposti per un corretto reinserimento domiciliare e sociale del paziente.

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