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Lockdown è la parola dell’anno per il dizionario Collins

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Dal gennaio del 2020 si contano milioni di apparizioni di una parola che prima si utilizzava solo nel settore penitenziario
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ROMA – Brutto o bello che sia, il “lockdown” è un’esperienza che ha unito quasi l’intero genere umano durante questo 2020 segnato dalla pandemia, ed è per questo che il Collins English Dictionary ha deciso di riconoscerlo come “parola dell’anno”. Il termine inglese lockdown, che si può tradurre con “confinamento” o “blocco“, è infatti entrato a far parte del lessico quotidiano di miliardi di persone, dal momento che la maggior parte dei governi – aiutati dai media – hanno scelto questa parola per indicare l’insieme delle misure destinate a frenare il propagarsi del Covid-19, e che si fondano sulla chiusura delle attività e sulle restrizioni alle interazioni sociali.

I lessicografi del Collins – pietra miliare della lingua inglese dal 1979, giunto alla tredicesima edizione – ricordano che prima del 2020 “lockdown” apparteneva al gergo penitenziario, per indicare il confinamento dei detenuti nelle loro celle in caso di problemi all’interno delle strutture. Se nel 2019 si erano contate poche migliaia di apparizioni, nel 2020 da gennaio se ne contano a milioni. ”

Lockdown” è entrato a far parte infatti anche di molte altre lingue e si usa nei media, in politica, nelle comunicazioni di lavoro ma anche nelle conversazioni personali.

Nella classifica delle parole dell’anno redatta dai linguisti del Collins non potevano però mancare altri termini collegati alla pandemia: si tratta di “key worker”, “furlough” e “social distancing“. Un po’ meno utilizzati in italiano, significano rispettivamente “lavoratori chiave” (a cominciare dagli operatori sanitari in prima linea nel fronteggiare l’emergenza), “licenziamento” (o “congedo lavorativo) e “distanziamento sociale”.

Un’altra espressione che il Collins ha premiato è “Black Lives Matter“, un altro termine che riporta all’attualità: si tratta del movimento antirazzista e per i diritti civili degli afroamericani che da maggio, dagli Stati Uniti, ha ottenuto adesioni a livello globale, con manifestazioni e iniziative in più Paesi. Come sostenevano i filosofi del linguaggio, se le parole sono espressione delle idee prodotte dalla mente umana, spesso i termini sono anche strumenti che dall’esterno danno forma al pensiero, indicandoci cosa è importante. Per intenderci: lo scorso anno in cima alla classifica è finito “climate strike” (“sciopero per il clima”), mentre nel 2018 è stato il turno di “single-use” (“usa e getta”).

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