In 700 a Roma per la ‘Marcia della Liberazione’, fermato un manifestante senza mascherina

Alla manifestazione contro la gestione dell'emergenza Covid cori contro la polizia: ‘Arrestateci tutti’
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ROMA – Attimi di tensione alla ‘Marcia della Liberazione‘, la manifestazione in corso a piazza San Giovanni, a Roma, contro la gestione dell’emergenza Covid, quando un manifestante che non indossava la mascherina, è stato fermato dalle forze dell’ordine e identificato. Alcuni dei manifestanti, in numero inferiore rispetto alle aspettative, hanno iniziato a gridare: ‘Vergogna vergogna’, ‘Arrestateci tutti’. La situazione è quindi tornata calma. La zona è presidiata dalla Polizia.

700 I PARTECIPANTI, NON TUTTI SENZA LA MASCHERINA

“Siamo circa 700 persone” la conferma su una prima stima dei partecipanti alla ‘Marcia della Liberazione’, arriva da uno degli organizzatori. “Siamo certamente meno di mille, ci aspettavamo più partecipazione”, e poi aggiunge: “Non siamo negazionisti, fascisti e tanto meno terrapiattisti. È stata fatta un po’ di confusione dagli organi di stampa”. Non mancano in piazza le persone senza mascherina, ma la linea non e’ condivisa da tutti: “Io la mascherina me la metto” rivela prima di salutarci.

UGL LAZIO: “NOI CONTRO L’ORDINANZA REGIONALE”

“Siamo contrari a come viene gestita l’emergenza, non siamo qui per negare l’esistenza del Covid, non siamo negazionisti, non siamo fascisti o comunisti”. È quanto dichiara Sergio Fabrizi, Segretario Provinciale Ugl Polizia Locale presente in Piazza San Giovanni a Roma, alla manifestazione contro le politiche del Governo sull’emergenza coronavirus. “Noi in particolare, siamo contrari all’ordinanza regionale del Lazio che impone secondo noi, un obbligo indiscriminato della mascherina anche quando si è soli  o senza nessuno intorno. Questo a noi agenti della Polizia Locale ci pone in difficoltà. In più ci sembra contraddittorio far passare l’uso delle mascherine come la salvezza assoluta, quando poi sui mezzi pubblici si viaggia ammassati. Fare multe a pioggia ci rende invivi alla cittadinanza e ci mette a rischio di aggressione verbale ma anche fisica”.

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10 Ottobre 2020
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