Scotti (Fimmg): “Adattare i contratti a concetto di comunità”

[video width="1280" height="720" mp4="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2018/10/20181009_SUMAI_SCOTTI.mp4" poster="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2018/10/scotti.jpg"][/video] SAINT VINCENT (AO) -"La collaborazione tra professionisti già esiste, ma è chiaro che non è a
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SAINT VINCENT (AO) -“La collaborazione tra professionisti già esiste, ma è chiaro che non è a sistema. Oggi si propone di creare un’offerta anche di trasferimento fiduciario tra l’azione del medico di famiglia – che è tipicamente inserita in un contesto di maggiore fiducia – rispetto all’evoluzione alla consulenza specialistica. Per fare questo bisogna agire sui contratti, va determinata anche una capacità adattiva del contratto della specialistica ambulatoriale più relativa al concetto di comunità piuttosto che di territorio. Oggi lo specialista ambulatoriale appare in un sistema di offerta legato alla struttura, e probabilmente deve uscire dalla struttura e cercare di determinare modelli di continuità e di interazione con gli altri professionisti del territorio senza intermediazioni. E’ chiaro che in un contesto del genere ci può guadagnare l’offerta sanitaria, si può rafforzare entrambe le le figure del medico di famiglia e dello specialista”. E’ quanto ha dichiarato il segretario generale nazionale Fimmg, Silvestro Scotti, intervenendo sul tema della specialistica di comunità durante il 51esimo Congresso Nazionale Sumai in corso a Saint Vincent.

Segui lo speciale sul congresso Sumai

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