Mario Giro in Centrafrica: “Impegno a 360 gradi”

"E' fondamentale stabilizzare questo Paese, che per anni non ha avuto un governo ed è stato un rifugio per signori della guerra e terroristi"
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Mario GiroROMA – “E’ il Paese più povero del mondo e adesso bisogna ricostruire tutto, a partire dallo Stato, dall’istruzione, dalla sanità”: Mario Giro, vice-ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, parla con la Dire alla vigilia della partenza per la Repubblica Centrafricana. La missione, in programma da domani a sabato, comincia pochi giorni dopo lo stanziamento da parte del governo italiano di due milioni di euro per programmi di emergenza gestiti a Bangui da ong del nostro Paese. Nella capitale centrafricana Giro incontrerà i responsabili di queste organizzazioni e i rappresentanti del governo locale, inaugurando poi la sede della Cooperazione italiana allo sviluppo. “Apriamo questo ufficio nel cuore sofferente dell’Africa nella convinzione che si possa fare la differenza” sottolinea il vice-ministro: “Ci impegneremo per l’istruzione e la sanità, settori decisivi per un Paese che insieme con il Sud Sudan è il più povero al mondo”.

republique_centrafricaine_map01L’impegno è parte di una strategia ampia, che vede nell’Africa centrale una regione chiave nei prossimi anni anche per “prevenire” i flussi migratori. A Bangui sarà consolidata una relazione avviata da tempo, anche per la sicurezza e la protezione dei civili, confermata dopo l’elezione nel febbraio scorso del presidente Faustine-Archange Touaderà. Giro ricorda l’incontro con il capo di Stato nella sede della Comunità di Sant’Egidio, a Trastevere. “Finora le promesse sono state mantenute” risponde a una domanda sulle aperture e la riconciliazione necessarie dopo il conflitto civile deflagrato nel 2013: “C’è chi vorrebbe che il presidente andasse più veloce ma ora conta soprattutto che la comunità internazionale sia vicina al Centrafrica”. L’appuntamento è fissato per novembre, quando si terrà una conferenza di donatori. “Speriamo arrivino nuovi impegni e aiuti” sottolinea il vice-ministro: “Stabilizzare questo Paese, che per anni non ha avuto un governo ed è stato un rifugio per signori della guerra e gruppi terroristici, è fondamentale”.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

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