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Elezioni, Pd: capolista Fi in Sardegna inneggia al Duce, Berlusconi che dice?

Marco Meloni, coordinatore della segreteria del Partito Democratico, lancia l'accusa: "Dobbiamo veramente abituarci a tutto o Forza Italia gli chiederà di ritirarsi dalla campagna elettorale?

Pubblicato:10-09-2022 20:09
Ultimo aggiornamento:10-09-2022 20:09

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ROMA – “Dobbiamo veramente abituarci a tutto? Anche al fatto che un candidato al Parlamento inneggi al duce?”. Marco Meloni, coordinatore della segreteria del Partito Democratico, in un post su Facebook accende i riflettori sul caso.

IL POST DEL COORDINATORE DELLA SEGRETERIA DEM

“Questa mattina a Olbia – premette Meloni – ho incontrato amministratori regionali e locali, insieme a militanti e dirigenti del Pd della Gallura e rappresentanti del mondo economico e del lavoro. Ho respirato un clima di grande passione ed entusiasmo. Però ora voglio soffermarmi su una notizia che mi ha davvero sconcertato, e che – nonostante ci sia chi pensa che ci si debba abituare a tutto – deve essere denunciata in tutta la sua gravità. Lo dico molto chiaramente: al fatto che il capolista di Forza Italia al Senato in Sardegna sia un signore che pochi anni fa sui suoi social dichiarava di ‘non festeggiare’ il 2 giugno, la giornata nella quale si celebra la nostra Repubblica, io non mi abituo. Né mi abituo al fatto che questo candidato al Parlamento, che incidentalmente è anche il capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Sardegna, possa dire ‘w il duce e la monarchia’, per poi salutare i suoi ‘amici’ con un virile (si fa per dire) ‘a noi'”.

“COSA DICONO BERLUSCONI E TAJANI?”

“Che ne pensano Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, cosa intendono fare? – conclude l’esponente Pd – Gli chiedono di interrompere la campagna elettorale o fanno finta di nulla? Pensano che sia normale per una forza politica che si candida al governo della nostra Repubblica democratica e antifascista candidare, per di più come capolista, una persona che – come dimostra questo post che può costituire una notizia di un reato, il quale peraltro prevede come pena accessoria l’interdizione dai pubblici uffici – si vanta di commettere, appunto, il reato di apologia di fascismo?”.

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