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Carloni: “L’obiettivo è rendere le Marche il più grande distretto del bio in Europa”

Mirco Carloni
Il vicepresidente della Regione e assessore all'Agricoltura, in visita al Sana di Bologna, spiega: "I pionieri del cibo biologico sono nati da noi"
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BOLOGNA – Un distretto del cibo legato al biologico per fare fronte comune contro la frammentazione della filiera e andare sui mercati in modo unitario. “Vorremmo fare in modo che le Marche su questa vicenda possano essere il distretto più grande d’Europa“. È la sfida che la Regione Marche lancia dal salone bolognese del Sana, in scena in questi giorni, per valorizzare l’eccellenza del territorio. Lo annuncia Mirco Carloni, vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura, in vista agli stand della kermesse.

Mirco Carloni

La Regione Marche ha un primato- rimarca Carloni alla Dire-: ha il 22% di superficie agricola destinata al biologico e una grande tradizione, cultura, una storia profonda dei nostri agricoltori legata al biologico. I pionieri del biologico sono nati nelle Marche”.

Un patrimonio che l’esponente della giunta Acquaroli definisce una “eredità da raccogliere” che deve diventare un “elemento di forza del nostro sistema, dando un messaggio di etica, di sostenibilità economica e anche ambientale a chi fa agricoltura”. Ma per permettere lo sviluppo del settore “dobbiamo però anche pensare alla sostenibilità finanziaria”. Per questo, prosegue Carloni, “abbiamo pensato di creare un distretto del cibo legato al biologico, con una manifestazione di interesse a cui hanno partecipato oltre 2.000 imprese agricole dedicate, portandoci in dote un grande patrimonio agricolo con 70.000 ettari e 100 milioni di fatturato. Questo si costituirà presto come distretto del cibo legato al biologico e diventerà un’opportunità per andare sui mercati in modo unitario ed evitare il frazionamento”. Non solo: così facendo “daremo valore aggiunto a quei produttori che fanno una scelta importante, radicale e di qualità. Vorremmo fare in modo che le Marche su questa vicenda possano essere il distretto più grande d’Europa”, conclude Carloni.

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