FOTO | VIDEO | Riaprono i nidi, a Bologna le maestre “carichissime” raccontano: “Ecco come faremo”

Oggi anche a Bologna riaprono i nidi. Ecco come si sono organizzate le maestre, tra gel, mascherine, frecce sui pavimenti, termoscanner e disinfettanti
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BOLOGNA – Gel, mascherine, frecce sui pavimenti, termoscanner e disinfettanti. Il nido Gramsci di Bologna, insieme agli altri asili e alle scuole dell’infanzia comunali, riapre oggi dopo lo stop imposto dal coronavirus. Al Gramsci di via Tolstoi, nel quartiere Borgo Panigale-Reno, sono attesi 72 bimbi: 30 tra lattanti e piccoli e 42 tra medi e grandi, divisi in quattro sezioni. La struttura potrà contare sul lavoro di 25 educatrici, comprese quelle di sostegno, più quattro part time per la chiusura. Per i ‘vecchi’ iscritti, si prevedono cinque giorni part time (solo la mattina) per consentire ai bambini di riambientarsi, non potendo ospitare all’interno i genitori.

Per l’ingresso dei bimbi, spiegavano ieri le maestre, “abbiamo individuato delle fasce orarie di mezz’ora l’una e abbiamo fatto scegliere ai genitori una finestra preferita”, spiega la coordinatrice pedagogica Anna Dimattia nel corso di un sopralluogo effettuato ieri al Gramsci. Le finestre di ingresso sono dalle dalle 7,30 alle 8, dalle 8 alle 8,30 e dalle 8,30 alle 9, ma non sono vincolanti: i genitori “sono consapevoli che arrivando in un’altra finestra fanno eventualmente la coda per entrare”, continua Dimattia. Poi, all’uscita, stessa cosa a partire dalle 16,30.

Oltre alle diverse fasce orarie, si prevedono anche “due entrate per favorire lo scaglionamento dei genitori“, aggiunge la coordinatrice pedagogica: una per i lattanti-piccoli, l’altra per i medi-grandi. Come mostrato in una piccola simulazione effettuata durante il sopralluogo, i bimbi e i genitori che li accompagnano dovranno igienizzare le mani appena superata la recinzione del nido, poi subito dopo c’è la misurazione della temperatura con il termoscanner.

Bimbi e genitori “avranno un percorso dedicato e segnalato da un nastro bianco e rosso che permette un accesso direttamente alle sezioni senza entrare nella struttura”, spiega Dimattia. Nella simulazione di ieri la bimba ha la mascherina, ma solo per maggior precauzione vista la presenza di diverse persone: per nidi e materne l’uso di questo dispositivo non è previsto. Lo stesso vale per i copriscarpe, indossati ieri solo per non sporcare a poche ore dall’apertura. Le educatrici, invece, dovranno indossare mascherina Ffp2 e occhiali nei momenti in cui non è possibile mantenere il distanziamento.

Poi c’è il tema giochi: “Verranno tutti puliti ogni giorno, poi una volta al mese saranno sanificati a seconda del materiale e della procedura richiesta”, spiega l’educatrice Simona Zanotti. Ma, di volta in volta, bisogna anche “stare attenti al bambino che magari mette in bocca un gioco: c’è stato detto, in quel momento, di prendere e sanificare il giocattolo con le salviette igienizzanti”, aggiunge Zanotti.

E i libri? “Si possono mettere in condivisione ma il protocollo prevede che devono stare sette giorni in quarantena“, riferisce sempre Zanotti: in pratica, “un libro che viene utilizzato nella mia sezione può essere utilizzato nell’altra dopo essere stato messo in un contenitore a parte per sette giorni”. Dei timori da parte dei genitori sono emersi anche sul momento della nanna, “però dopo aver visto la camera abbiamo avuto reazioni molto positive”, racconta ancora Zanotti. Per quanto riguarda i bimbi medi-grandi, come da protocollo, le due sezioni sono state separate “e all’interno della stessa sezione i bambini mantengono la distanza data dal letto”, segnala l’educatrice. Per i lattanti-piccoli c’erano due camere da letto distinte, quindi il problema non si è posto.

In caso di bimbi o operatori con sintomi sospetti, è stato individuato uno spazio dedicato in ogni plesso: nel caso del Gramsci si tratta di un angolo con sedute e qualche gioco, delimitato da una piccola staccionata di plastica. Nel caso in cui un bimbo risultasse positivo, scatterà la chiusura della sezione.

“Noi teniamo registrati tutti gli ingressi di chiunque, accompagnatori e delegati- spiega un’altra educatrice, Simona Pasquini- e nel caso, speriamo non succeda mai, abbiamo tutti gli elementi per rintracciare le persone che sono entrate in contatto con la sezione“. Per quanto riguarda le attività per i bimbi, “sono le stesse ma rinunciamo a quello che per noi era un valore pedagogico- riferisce Dimattia- cioè le attività di intersezione: la possibilità per bimbi di età diverse di entrare in relazione e fare giochi in alcuni momenti della giornata. A questo dobbiamo rinunciare”. Cosa che “facciamo con grande amarezza”, aggiunge Dimattia, ma “dobbiamo contrastare la diffusione del virus e quindi qualcosa la dobbiamo sacrificare”.

RAFFREDDORE O RISCHIO COVID? PERSONALE BOLOGNA A LEZIONE

da parte dei genitori le maggiori preoccupazioni sono emerse su “come riusciremo a distinguere un raffreddore comune da un raffreddore che prevede l’allontanamento del bambino”, racconta Anna Dimattia, coordinatrice pedagogica del quartiere Borgo-Panigale Reno. Ai genitori, a fronte di questi dubbi, “abbiamo risposto che avremo la necessità di ricevere ulteriori indicazioni dall’Ausl di riferimento– aggiunge Dimattia- e aspettiamo nei prossimi giorni un appuntamento con la pediatria di comunità e il dipartimento di sanità pubblica che incontreranno su Meet, a distanza, tutto il personale dei servizi 0-6 anni”.

Intanto, se un bimbo prima di uscire di casa presenta febbre, l’indicazione è di non portarlo al nido. Ma il protocollo, aggiunge Dimattia, prevede lo stesso accorgimento anche se ad avere la temperatura sopra i 37,5 gradi è un genitore o un convivente qualsiasi del bimbo. “Tuttavia noi la misurazione della temperatura la prevediamo comunque all’ingresso”, segnala la coordinatrice pedagogica.

EDUCATRICI: SIAMO CARICHISSIME

“Speriamo che vada tutto bene, ma noi siamo molto cariche ed entusiaste”. Parola di Simona Pasquini, una delle educatrici del nido comunale Gramsci di Bologna, che domani riaprirà dopo la chiusura imposta dall’emergenza Covid. “Non vediamo l’ora di cominciare di nuovo ad accogliere vecchi e nuovi bimbi, perchè siamo veramente entusiaste di ricominciare”, afferma Pasquini durante un tour all’interno del nido che la stampa ha effettuato ieri. Il periodo di apertura dei servizi a luglio “è stato preparatorio per questo inizio d’anno”, continua l’educatrice. Certo, viste le misure anti-coronavirus da rispettare “è ovvio che non sarà tutto uguale” a prima, aggiunge Pasquini, ma il rapporto con i bimbi non ne risentirà troppo: “Un pochettino può darsi, però avendo già provato a luglio abbiamo visto che i bambini non ci fanno neanche più di tanto caso al fatto che abbiamo la mascherina. Seguono lo sguardo e la nostra voce, che sono fondamentali nel nostro lavoro”.

Il protocollo per una ripartenza sicura “è uno e le 127 strutture comunali hanno ognuna le proprie epoche di costruzione, differenze, personale, numero di bambini- sottolinea Anna Dimattia, coordinatrice pedagogica del quartiere Borgo-Panigale Reno- quindi il protocollo va calato nella singola realtà, coinvolgendo e valorizzando il contributo del personale e infatti loro sono i protagonisti di questa apertura”. E le famiglie? “I genitori sono stati invitati al nido a fare dei colloqui individuali, durante questi momenti abbiamo comunicato qual era la nostra proposta organizzativa e loro ci hanno comunicato le loro esigenze”, spiega Dimattia. Di fronte alle nuove regole, non ci sono stati passi indietro: “I genitori sono molto contenti di poter iniziare- afferma Dimattia- seppur con qualche differenza”.

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10 Settembre 2020
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