Sudafrica, 600 nigeriani lasciano il paese dopo l’escalation xenofoba

Le violenze si sono scatenate contro stranieri imprenditori e propietari di attività commerciali
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ROMA – In Sudafrica resta alta la tensione a Johannesburg, scossa da inizio mese da un’ondata di violenze di stampo xenofobo che ha già causato la morte di 12 persone.

Un luogo percepito ormai come così pericoloso, che circa 600 residenti di nazionalità nigeriana hanno accettato la proposta del governo di tornare in patria: domani, così come si legge sulla stampa internazionale, partirà un primo gruppo di 320 persone.

Le violenze si sono scatenate contro stranieri imprenditori e propietari di attività commerciali. Tuttavia, stando a quanto la polizia ha riferito ieri in conferenza stampa, dei 12 decessi confermati, oltre la metà – otto – erano sudafricani, mentre i restanti quattro erano di nazionalità diverse. Insomma, nessuna delle vittime proveniva dalla Nigeria, tuttavia molte famiglie nigeriane avrebbero comunque preferito di lasciare il Sudafrica.

Il presidente Cyril Ramaphosa ha immediatamente condannato con forza questi episodi e esortato le forze di sicurezza a fare tutto il necessario per porre fine a questa situazione. La polizia ieri ha riferito di aver arrestato, in meno di dieci giorni, 639 persone collegate ad attacchi, saccheggi, episodi di vandalismo, percosse contro negozianti, uomini d’affari o semplici autotrasportatori di origine straniera a Johannesburg ma anche nella regione circostante.

Tuttavia la vicenda ha finito per attirare molte critiche, e c’è chi sui media, al termine “xenofobia” preferisce quello di “afrofobia”. Paesi come Nigeria, Zambia e Madagascar hanno già manifestato apertamente il proprio disappunto.

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