Liliana Segre: “Farsesco l’uso di simboli religiosi: lo facevano anche i nazisti”

Contro la senatrice a vita sopravvissuta all'Olocausto fischi e mugugni da parte dei leghisti
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ROMA – In questi mesi c’è stato “il dileggio sistematico dell’avversario e con il ricorso anche all’utilizzo di simboli religiosi che a me fanno effetto, sono un farsesco e pericoloso revival del ‘Gott mit uns’ (‘Dio con noi’, motto nazista del Terzo Reich, ndr)”. E’ l’attacco durissimo sferrato dalla senatrice a vita Liliana Segre in aula al Senato nel corso del dibattito sulla fiducia al governo. Dai banchi della Lega si sentono fischi e mugugni, la senatrice a vita viene interrotta più volte. Lei replica senza scomporsi: “Sì a me fanno effetto, forse solo a me in questa aula”.

“BASTA ODIO, VOTO CON SPERANZA LA FIDUCIA”

“Esprimo fiduciosa un voto favorevole al nuovo governo”. Lo annuncia la senatrice a vita, Liliana Segre, intervenendo in aula a Palazzo Madama nel corso del dibattito sulla fiducia. “Il mio atteggiamento di fronte al clima che ha segnato la nascita del nuovo governo”, spiega la senatrice Segre, è “di preoccupazione, ma al tempo stesso di speranza. Mi hanno preoccupato i numerosi episodi dell’ultimo anno che non di rado mi hanno fatto temere un inesorabile imbarbarimento della nostra società”, sottolinea. “I casi di razzismo sempre più diffusi trattati con indulgenza, in modo empatico che quasi sembrano entrati nella normalità del nostro vivere civile. Ma allarmante è anche la diffusione di linguaggi di odio sia nelle rete che nel dibattito pubblico: troppo spesso al salutare confronto delle idee si sostituisce il dileggio sistematico dell’avversario”. Segre ricorda che “la politica che investe nell’odio è sempre una medaglia a due facce, incendia anche gli animi di chi vive con rabbia e disperazione il disagio provocato dalla crisi, l’odio si diffonde e questo è tanto più pericoloso”. Poi cita il Talmud criticando la gestione dell’immigrazione del precedente governo e dell’ex ministro Salvini: “A me hanno insegnato che chi salva una vita salva il mondo intero, per questo in un mondo nel quale chi salva una vita anziché premiato viene punito, mi pare proprio un modo rovesciato”. E’ “l’accoglienza che rende più saggia e umana la nostra società”. Per la senatrice a vita un altro motivo di “sconcerto” di questi ultimi mesi è stato vedere “il 25 aprile, che dovrebbe unire il popolo italiano, ridotto a una sorta di faida tra tifoserie a causa di alcuni, solo alcuni, irresponsabili. Non è così che si comporta una classe dirigente”. Segre vorrebbe che “il nuovo governo nascesse anche dalla consapevolezza dello scampato pericolo, di quel senso di sollievo che si prova quando ci si è ritratti appena in tempo dall’orlo del precipizio. Mi attendo che il nuovo governo operi concretamente per ripristinare un terreno di valori condivisi e di difesa costante della democrazia e dei principi di solidarietà previsti dalla nostra costituzione nata dalla resistenza”. Bene ha fatto il passato governo a reintrodurre l’insegnamento dell’educazione civica, nota, ma non “basta una materia in più”. Questa educazione deve giungere “a tutti noi con l’esempio che possiamo dare, che dà la classe politica con disciplina e onore, ma anche con rispetto per gli avversari”. Infine, conclude, “la mia speranza è che il nuovo governo assuma e faccia proprio anche il senso di quel dovere civile e di vocazione agli interessi generali che ci viene da quei versi di John Donne, ‘Per chi suona la campana’. Non chiedere mai per chi suona la campana, essa suona per te“.

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