ROMA – Prosegue senza sosta la lotta attiva agli incendi che stanno interessando il Vesuvio su tre fronti. Lo comunica la Regione Campania che, attraverso la propria Protezione Civile, sta coordinando le attività. Il contrasto alle fiamme prosegue sia da terra che con mezzi aerei: pienamente operativi sia i 6 Canadair della flotta nazionale sia i 4 elicotteri della Regione Campania. A seguito della richiesta dello Stato di mobilitazione nazionale firmata dal presidente De Luca, e accolta dal Governo, sono già arrivate le prime squadre di supporto delle Regioni italiane e altre ancora sono in arrivo. Complessivamente saranno presenti, in aggiunta alle forze già impegnate, ulteriori 15 squadre delle Regioni italiane e 8 squadre della Colonna Mobile nazionale. Si è rivelata proficua l’attività dell’Esercito che, con l’ausilio di una trinciatrice e altri mezzi meccanici, ha realizzato una pista tagliafuoco. “Le attività di spegnimento- dice il direttore generale della Protezione Civile della Regione Campania, Italo Giulivo- sono particolarmente delicate sia per le condizioni atmosferiche (temperature elevate e vento) che per il fondo costituito dagli aghi di pino, che contribuiscono alla propagazione delle fiamme. Resta fondamentale anche il presidio notturno, che stiamo assicurando, anche con il coinvolgimento delle forze dell’ordine. Un ringraziamento al volontariato organizzato della protezione civile regionale e a tutti gli uomini e le donne che stanno lavorando senza sosta”.
VESUVIO, SOCIETÀ GEOLOGI: DOPO FIAMME SI INNESCA RISCHIO FRANE
“Oltre alla perdita di piante, animali e produzioni di fumi e cenere va evidenziato il ruolo preparatorio degli incendi che di per sé non arrivano ad innescare processi di instabilità ma possono preparare altri agenti, tipicamente intensi e molto impulsivi, a farlo. È questo, appunto, il caso dei versanti incendiati dove, quale conseguenza della combustione della copertura vegetale, possano innescarsi o riattivarsi, nelle stagionalità successive ed in concomitanza di piogge intense, fenomeni di instabilità del terreno, come le frane. Insomma, è come se la ‘cicatrice’ lasciata dal fuoco, prima di sanarsi nuovamente, indebolisse il territorio rendendolo più soggetto a ‘contrarre altre malattie’. Il tutto può essere aggravato dai cambiamenti climatici che, portano, sempre più spesso, al verificarsi di piogge intense e localizzate dove in poche ore cade una quantità di pioggia che normalmente cade in diversi mesi”. Lo ha affermato Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana, in merito all’incendio che sta colpendo il Parco nazionale del Vesuvio.




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