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Il Garante della Privacy: “Titolari di ristoranti e bar possono chiedere documenti ai clienti”

primo giorno green pass a Bologna
Per l'Autorità, gli esercenti sono autorizzati dal Dpcm del 17 giugno a chiedere i documenti per verificare la corrispondenza con il green pass
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ROMA – In attesa della circolare del ministero dell’Interno che dovrebbe illustrare a chi spettano i controlli dei documenti di identità per accedere ai locali pubblici in cui è obbligatorio il green pass, su tema è intervenuto anche il Garante della Privacy, che ha risposto a un quesito della Regione Piemonte. “Il Garante per la protezione dei dati personali si è riunito oggi in seduta straordinaria per esaminare ed approfondire il tema della protezione dati connesso alle recenti disposizioni in materia di green pass e certificazioni verdi riguardanti lo svolgimento dell’attività scolastica e per rispondere ad un quesito rivolto all’Autorità dalla Regione Piemonte sull’attività di verifica e di identificazione da parte degli esercenti di ristoranti e bar. Su questo secondo punto – si legge in una nota dell’Autorità – il Collegio ha specificato che le figure autorizzate alla verifica dell’identità personale sono quelle indicate nell’articolo 13 del Dpcm 17 giugno 2021 con le modalità in esso indicate, salvo ulteriori modifiche che dovessero sopravvenire“.

Dunque, secondo il Garante i titolari di ristoranti e bar possono chiedere ai loro clienti i documenti di identità per verificare che corrispondano a quelli del green pass da esibire. Ma l’ultima frase della nota apre a eventuali modifiche nelle norme. Che forse sarà la circolare del ministero a chiarire.

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