Made in Italy, Coldiretti: “Per la prima volta da 30 anni cala l’export del vino”

Pesa l'effetto coronavirus che ha fatto crollare la domanda estera
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Le vendite di vino italiano nel mondo sono in calo del 4% nel 2020 con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficolta’ registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per l’emergenza coronavirus”. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell’anno in occasione del distacco del primo grappolo di uva nell’azienda agricola Faccoli in via Cava a Coccaglio, nella provincia di Brescia in Franciacorta che inaugura l’inizio della vendemmia lungo la Penisola.

Un dato preoccupante dopo il record storico di 6,4 miliardi fatto segnare lo scorso anno per le esportazioni di vino Made in Italy. La vendemmia 2020 infatti- sottolinea la Coldiretti- e’ la prima segnata dagli effetti della pandemia mondiale, delle tensioni commerciali internazionali con la minaccia dei dazi e della Brexit con l’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna che e’ stata per lungo tempo il principale cliente del prosecco, il vino italiano piu’ esportato nel mondo”.

In Cina, dove il virus ha colpito per primo, “il consumo di bottiglie tricolori fra gennaio e maggio 2020 e’ crollato in valore del 44%, nel Regno Unito- continua la Coldiretti- le vendite sono scese di quasi il 12% anche a causa delle incertezze e delle tensioni legate alla Brexit, la Francia ha ceduto il 14% mentre l’export in Germania e Stati Uniti, due dei principali mercati per l’Italia, e’ in leggero calo (- 1%)”.

Ma sul commercio con gli Usa “pende la scure dei dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump il cui verdetto sara’ noto a breve e potrebbero colpire proprio il vino con un valore delle esportazioni di oltre 1,5 miliardi di euro, e’ il prodotto agroalimentare italiano piu’ venduto negli States”.

Gli Stati Uniti – continua la Coldiretti – sono il principale consumatore mondiale di vino e l’Italia e’ il loro primo fornitore con gli americani che apprezzano tra l’altro il Prosecco, il Pinot grigio, il Lambrusco e il Chianti che a differenza dei vini francesi erano scampati alla prima black list scattata ad ottobre 2019. Se entrassero in vigore dazi del 100% ad valorem sul vino italiano una bottiglia di Prosecco venduta in media oggi al dettaglio in Usa a 10 dollari ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitivita’. La vendemmia 2020 in Italia e’ influenzata anche dalle misure di sicurezza anti contagio e dalle difficolta’ di spostamento degli stagionali agricoli stranieri che – spiega la Coldiretti – in passato contribuivano in modo significativo alla raccolta delle uve.

Infatti il necessario vincolo della quarantena per i Paesi piu’ a rischio ha frenato gli arrivi di lavoratori dall’estero e in questo contesto – sostiene la Coldiretti – almeno 25mila posti di lavoro occasionali tra le vigne potrebbero essere disponibili per la vendemmia con una radicale semplificazione del voucher “agricolo”.

“Con quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) che fanno registrare difficolta’ a seguito dell’emergenza occorre intervenire rapidamente per sostenere le esportazioni, alleggerire le scorte, ridurre I costi e tagliare la burocrazia” afferma il presidente la Coldiretti Ettore Prandini, “bisogna ripensare per la vendemmia in corso ad uno strumento per il settore che semplifichi, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilita’ all’impiego e dall’altra generi opportunita’ di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

10 Agosto 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»