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‘Maturi’ (e a piedi) in Islanda, l’avventura di 8 ragazzi in presa DIREtta – 7° puntata

Un trekking in Islanda come viaggio speciale post-maturità: la grande avventura di otto 18enni bolognesi
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BOLOGNA – Hanno fatto l’esame di maturità e, a differenza di tanti diciottenni che si buttano in estati di sfrenato divertimento tra spiagge e discoteche, loro hanno pensato di festeggiare questo importante traguardo in modo diverso. Con un viaggio-scoperta, faticoso e introspettivo. Ma rigorosamente in squadra: perchè questi otto ragazzi di Bologna, che si sono ribattezzati ‘Il Gregge‘, da anni sono abituati a camminare (e faticare) insieme, facendo trekking ed escursioni in giro per l’Italia. E così hanno voluto fare anche per il loro viaggio della maturità. Scegliendo un posto davvero speciale: l’Islanda. Un viaggio immersi nella natura per lasciarsi conquistare da scenari mozzafiato. Un percorso avventuroso che non dimenticheranno facilmente. Il loro viaggio è cominciato il 16 luglio e finito il 24. Oggi vi raccontiamo la seconda puntata.

La 1°puntata: Uno due tre, si vola

La 2° puntata: Pronti a partire, rischiare la strada

La 3° puntata: Alla scoperta della Valle incantata

La 4° puntata: Pioggia e balotte ad Emstrur

La 5° puntata: Ciao ciao Laugavegur

La 6° puntata: “Esame di maturità”

Leggi anche: Zaini e cuore in spalla, il ‘Gregge’ da Bologna vola in Islanda

I protagonisti:


Andrea, “il pastore”


Lorenzo, “camminatore alfa”


Francesca, “graphic designer”


Pietro, “logistics and technology”


Leonardo, “quello che si presenta alla partenza senza sapere cosa si farà”


Serena, “quella responsabile”


Nicola, “camminatore esperto/quello delle bici”


Bruno, “quello nuovo con gli orecchini”

“CASCATE, CASCATE, CASCATE”

Baldvinsskáli-Skogar – 23 luglio

La mattina inizia a rilento, vogliamo goderci ancora per un pochino il caldo del rifugio e la comodità dei materassi. La fredda passeggiata per raggiungere il bagno esterno ci dà una mano a svegliarci. La nebbia del giorno prima si è diradata e l’altitudine ci regala una vista spettacolare dei ghiacciai attraversati addirittura dell’oceano. Il sole splende, ma non riscalda molto, e si prospetta una giornata più serena (spoiler: ci sbagliavamo). Oggi facciamo le cose senza fretta, come se non volessimo affrettare la fine di questo trekking. Ci godiamo una tazza di tè, ricomponiamo gli zaini e, dopo aver salutato i nostri “compagni di rifugio”, ci mettiamo in marcia.

Quella di oggi è l’ultima tappa del nostro percorso, tutta in discesa, fino ad arrivare a Skogar. Più scendiamo più il cielo si ingrigisce e una pioggerellina lieve e fastidiosa inizia a scendere. Durante l’intero cammino seguiamo il corso del fiume che crea numerose cascate mozzafiato. La tappa non particolarmente impegnativa ci permette di fare frequenti pause per ammirare lo spettacolo che l’acqua ci regala e fare amicizia con le pecore che incontriamo. La nebbia e la pioggia non sono particolarmente piacevoli, ma rendono il tutto ancora più suggestivo e fanno risaltare il verde acceso del muschio.

A causa del maltempo decidiamo di posticipare il pranzo fino al nostro arrivo. Il sentiero scorre leggero anche se qualche scivolone dovuto al fango non può mancare. Man mano che andiamo avanti cominciamo ad incontrare sempre più turisti che fanno escursioni in giornata e già ci manca la calma e il silenzio che negli scorsi giorni ci hanno accompagnato.

Già da lontano possiamo intravedere gli schizzi provocati da Skogafoss: la cascata che rappresenta la fine del nostro trekking. Ci fermiamo in cima ad essa per ammirarne lo splendore e la potenza (e scattare qualche selfie), scendendo una lunghissima scala concludiamo anche questa tappa.

Dopo un velocissimo pranzo ci affrettiamo a montare le tende e l’incessante pioggia ci costringe a trascorrere il pomeriggio rinchiusi. Inganniamo il tempo con qualche partita a carte, ascoltando tormentoni vecchi e nuovi e, non potendoci trattenere dal cantarli a squarciagola, allietiamo i passanti con le nostre deliziose voci. Tutto ciò si trasforma ben presto in momento di puro delirio quando, durante il ritornello di una canzone, finiamo per usare le carte come coriandoli lanciandole e spargendole ovunque.

Un “Bella rega! Posso entrare?” ci interrompe. La zip si apre e sbuca Bruno che finalmente è riuscito a raggiungerci! Il pomeriggio scorre così, con la pancia che ci fa male per le risate, finché il cessare della pioggia non ci permette di uscire e preparare la nostra ultima cena a base di risotto. Durante il pasto Bruno ci racconta le sue avventure parallele che, nonostante tutto, non sono mancate.

Viviamo la serata con estrema calma, domani nessuna sveglia presto. C’è tempo per qualche lancio con il frisbee, una passeggiata e tante chiacchiere. La luce non ci fa rendere conto dell’ora tarda e, anche se vorremmo restare a divertirci tutta la notte, cediamo alla stanchezza accumulata nei giorni precedenti e ci ritiriamo nelle tende. Ci addormentiamo con il suono della cascata in sottofondo e con la consapevolezza di avercela fatta.

Fotogallery:





Leggi anche: 18 anni, la maturità e un viaggio in Islanda. L’avventura parte da Bologna

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