VENEZIA – Il ministero del Turismo ha dato attuazione al Fondo per gli impianti di risalita (istituito dalla legge di bilancio per il 2023) destinando, nel 2024, risorse alle imprese che gestiscono questi impianti e anche sistemi di innevamento artificiale; fondi per interventi di ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione. E a novembre 2025 è stata approvata la graduatoria delle imprese ammesse al contributo, ma non è stato possibile dare seguito all’assunzione dei relativi impegni di spesa e alla trasmissione dei disciplinari d’obbligo per via di “numerosi” ricorsi avviati da diversi soggetti non ammessi o collocati in posizioni deteriori”. Tuttavia, il ministero “ha intenzione di dare un rapido e ulteriore impulso alla procedura e per tale motivo è in costante contatto con l’Avvocatura generale dello Stato”. A fare il punto è stato oggi il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, rispondendo ad una interpellanza urgente alla Camera. Questo con l’intento di “rassicurare gli operatori del settore che il ministero del Turismo, pienamente consapevole dell’importanza della misura e dell’esigenza di garantire certezza e continuità alle imprese coinvolte, è impegnato a fare quanto necessario per definire la procedura nel più breve tempo possibile”.
MAZZI: GLI IMPIANTI DI RISALITA SONO UN PATRIMONIO ESSENZIALE PER LA MONTAGNA
Mazzi ha ricordato anche che il sistema degli impianti di risalita non rappresenta solo un insieme “di infrastrutture al servizio della stagione invernale o estiva, ma un patrimonio essenziale per la competitività delle destinazioni montane, per la qualità e la sicurezza dell’offerta turistica e per lo sviluppo economico e sociale delle comunità che vivono e operano in montagna. Investire nell’ammodernamento e nella manutenzione di questi impianti significa sostenere uno dei comparti più importanti del turismo italiano e contribuire allo sviluppo sostenibile dei territori montani”.

STEGER: BENE, MA ORA FATE IN FRETTA LE IMPRESE SONO IN GRANDE DIFFICOLTÀ
Sentita la risposta di Mazzi, Dieter Steger, deputato del gruppo misto-minoranze linguistiche, si è detto “soddisfatto” chiedendo “soltanto tempestività per questo problema: le aziende che hanno investito ovviamente ora sono in grande difficoltà, perché non sanno se abbiano o meno titolo. Per chi ha operato nell’economia e sa di essersi impegnato in un investimento importante, ma non sa come riuscire a coprirlo, perché non ha certezza delle agevolazioni in essere, la conseguenza è addirittura il rischio -adesso non voglio esagerare- di fallimento. Questo è il tema, perché si tratta di investimenti che sono ingentissimi. Quindi chiederei veramente di impegnarsi, affinché sia fatta chiarezza il più presto possibile”.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

