venerdì 7 Agosto 2026

Balcani, Tajani: “Bisogna accelerare la riunificazione all’Ue”

Il ministro degli Esteri: "Al termine dei lavori sarà approvato un documento forte per Bruxelles"

ROMA – “L’Italia è pronta a lavorare alla piena adesione dei Paesi dei Balcani occidentali nell’Unione europea, assicura il vicepremier e ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, chiarendo che “non si tratta di allargamento ma di riunificazione: per troppi anni, a causa del comunismo, questi paesi sono rimasti fuori dall’Ue”. Sono le parole con cui Tajani ha aperto a Villa Madama la riunione ministeriale del gruppo ‘Amici dei Balcani occidentali’ e dei ministri degli Esteri dei Balcani. Il gruppo, a due mesi dalla precedente riunione ministeriale di Bratislava, include 7 Paesi membri dell’Ue (Italia, Austria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia) che cooperano per sostenere l’adesione dei 6 Paesi balcanici candidati o potenziali candidati all’Ue: Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia. Per la prima volta è stata inoltre invitata l’Ungheria, in virtù del suo impegno a sostegno dell’integrazione dei Balcani occidentali. Il capo della Farnesina ha annunciato che al termine dei lavori “Approveremo un documento per promuovere la runificazione”, che poi “invieremo ai presidenti della Commissione europea, del Parlamento europeo, del Consiglio europeo, e ai vari commissari coinvolti nella riunificazione, per dare un importante messaggio politico: bisogna accelerare questo processo” e in questo, “l’Italia è pronta a dare tutto il suo aiuto”. Ai lavori prenderanno parte anche il Vice Direttore Generale della Fao, Maurizio Martina, il Coordinatore europeo del Corridoio dei trasporti Balcani occidentali-Mediterraneo orientale, Marian-Jean Marinescu, e il Segretario Generale dell’InCE, Franco Dal Mas.

BALCANI. TAJANI: SÌ A UCRAINA NELL’UE MA PRIMA CI SONO LORO

Come ripeto da tempo, l’Italia è a favore dell’adesione dell’Ucraina, ma prima ci sono i Balcani perché sarebbe un grande errore perdere questo appuntamento con l’Ue. Noi siamo contrari a qualsiasi ritardo”, ha chiarito il vicepremier. Riconoscendo che “ci sono certamente problemi” all’ingresso dei Paesi dei Balcani nell’Ue, il ministro si dice convinto che “dobbiamo studiare insieme delle soluzioni per risolverli. È cruciale”. Quindi aggiunge: “L’adesione di Ucraina, Moldova e Balcani occidentali fanno parte dello stesso orizzonte strategico, non ci sono adesioni di serie A e B”.

TAJANI: LAVORARE A CRESCITA, MERCATI, MATERIE PRIME

Per Tajani “bisogna promuovere la cooperazione tra gli Stati, con parità di trattamento per gli Stati che si stanno affacciando all’Ue. Dobbiamo lavorare insieme alla crescita e studiare cosa possiamo realizzare insieme, con le nostre imprese“. Il ministro degli Esteri incoraggia la “cooperazione tra i mercati della regione e l’internalizzazione”, evidenziando che il nostro Paese è pronto a “organizzare dei business forum”. Ha poi evidenziato “l’importanza di lavorare insieme anche al Corridoio Imec, che può collegare il bacino del Mediterraneo a Medio oriente, Golfo e Balcani, fino all’India”. L’Imec, insieme al Corridoio VIII, secondo l’Italia conferiscono ai Balcani occidentali un ruolo di ponte naturale verso l’Europa centrale e i corridoi euro-asiatici, contribuendo alla diversificazione delle catene di approvvigionamento e riducendo così vulnerabilità e dipendenze esterne. Il ministro ha poi richiamato il lavoro congiunto “per fermare l’immigrazione irregolare e per rafforzare la sicurezza”, insieme al tema dell’approvvigionamento delle “materie prime: al momento la Cina è regina in questo settore, e decide i prezzi, ma ciò è assolutamente negativo e anche con gli Stati Uniti dobbiamo ragionare tutti insieme a una strategia”. Cruciale poi “la sicurezza alimentare e i fertilizzanti per l’agricoltura”.

Nel corso del meeting, Tajani ha confermato il sostegno italiano alle iniziative di integrazione e cooperazione regionale, valorizzando il ruolo dell’InCE e l’attuale presidenza italiana della Strategia Ue per la Regione Adriatico-Ionica (Eusair), insieme ai gemellaggi amministrativi e le forme di assistenza tecnica (Twinning e Taiex) che trasferiscono esperienze e capacità istituzionali ai Paesi candidati: l’Italia è il primo Stato membro per numero di esperti mobilitati in questi programmi.

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