lunedì 17 Agosto 2026

Ucciso a Gaza l’operatore umanitario che aveva fatto installare i maxi-schermi per i Mondiali

Le forze militari israeliane hanno colpito il taxi su cui viaggiava

ROMA – Aveva fatto montare i maxi-schermi tra le macerie di Gaza, per permettere agli sfollati di vedere la partita dei Mondiali Egitto-Argentina, ma lui quell’incontro non l’ha mai visto. Mohammed al-Wahidi, 57 anni, direttore delle pubbliche relazioni del Comitato Egiziano di Soccorso nella Striscia, è stato ucciso un’ora prima del fischio d’inizio dall’esercito israeliano.

I FATTI

La sua morte è avvenuta il 7 luglio, nel quartiere di Sabra a bordo di un taxi. Secondo quanto riferito dai media, un drone di sorveglianza israeliano, ha prima preso di mira l’auto vicino al Parco di Barcellona nel quartiere di Tel Al-Hawa a sud-ovest di Gaza City. Il missile ha mancato il veicolo, permettendo al conducente di fuggire. Circa 30 minuti dopo, le forze israeliane hanno colpito di nuovo lo stesso taxi in via Al-Maghrib, nel sud di Gaza City, centrandolo in pieno. A perdere la vita, oltre a al-Wahidi, sono stati l’autista e due fratelli di 8 e 10 anni che giocavano nelle vicinanze. Contestate per l’accaduto, le forze militari israeliane si sono limitate a dire che il loro obiettivo era un uomo appartenente ad Hamas (e non al-Wahidi) e che sarebbe stata aperta un’inchiesta in merito.

Mohammed al-Wahidi, era una persona molto apprezzata e rispettata nella Striscia per il suo lavoro. L’organizzazione di cui faceva parte, non si limita alla distribuzione di aiuti alimentari d’emergenza o di kit per neonati, ma coordina complessi interventi infrastrutturali come lo sgombero delle macerie dagli edifici bombardati, l’apertura delle strade ostruite, la perforazione di pozzi d’acqua potabile e la gestione di grandi insediamenti per sfollati.

LA SOLIDARIETA’ DEL TECNICO EGIZIANO AI MONDIALI

L’iniziativa di al-Wahidi di installare maxi-schermi a Gaza, ha portato una ventata di straordinaria ‘normalità’ e di ottimismo tra gli sfollati, rafforzato anche dalla performance dell’Egitto ai Mondiali. L’allenatore della squadra, Hossam Hassan, nei giorni scorsi, si è fatto portavoce di un forte messaggio di solidarietà esibendo pubblicamente la bandiera palestinese per celebrare la vittoria della sua squadra contro l’Australia negli ottavi di finale. Inoltre, durante le conferenze stampa, Hassan ha pronunciato appelli accorati ai media e agli atleti di tutto il mondo affinché sostenessero il diritto all’esistenza del popolo palestinese.

In risposta a questo gesto, la popolazione di Gaza City ha esposto un gigantesco striscione con l’immagine dell’allenatore egiziano, affiancata dalle bandiere dei due popoli, sulla facciata di un palazzo semidistrutto. La coincidenza temporale tra le manifestazioni pubbliche di vicinanza al popolo palestinese dei Mondiali e l’uccisione di al-Wahidi, per molti non si tratta di una mera cusualità ma di un atto indiretto di ritorsione.

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