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G7. Al Tecnopolo di Bologna arriva Lisa, “l’upgrade del supercomputer Leonardo”

Il futuro dell'IA? Sarà sicuramente 'femminile': come il nome del supercomputer "erede" dell'attuale tecnologia al lavoro nella sede bolognese di Cineca. La novità è stata confermata in occasione del G7 Scienza e tecnologia

Pubblicato:10-07-2024 21:51
Ultimo aggiornamento:11-07-2024 13:36

tecnopolo bologna centro meteo
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BOLOGNA – Il Tecnopolo di Bologna si prepara ad accogliere l‘erede di Leonardo. Che sarà 10 volte più potente. A confermarlo è il presidente del Cineca, Francesco Ubertini, durante la visita al supercomputer oggi in occasione del G7 scienza e tecnologia. “Stiamo lavorando alla crescita dell’infrastruttura- spiega Ubertini- a brevissimo verrà l’upgrade di Leonardo, che si chiamerà Lisa in onore di Monna Lisa“.

ALLESTITA ANCHE LA “QUANTUUM HALL”

È stata poi già attrezzata una stanza, chiamata ‘Quantuum Hall‘, dove verranno installati ben due computer quantistici. Saranno macchine che “avranno le stesse finalità- spiega Ubertini- faranno parte dell’infrastruttura e supporteranno applicazione”. Pronta poi anche una terza stanza per ospitare “la macchina di nuova generazione alla quale stiamo già lavorando”. Un supercomputer, che appunto, “moltiplichi Leonardo per dieci- afferma il presidente del Cineca- o meglio, che moltiplichi Leonardo per dieci per le applicazioni di intelligenza artificiale”. Sarà cioè una macchina “molto rivolta alle applicazioni di Ia e con 10 volte la potenza di Leonardo”, che già oggi ha una potenza di calcolo di 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Significa che un’ora di lavoro di Leonardo equivale a 920 anni di lavoro su un portatile.

LISA IN FUNZIONE ENTRO L’INIZIO DEL 2025, “IN ANTICIPO DI DUE ANNI”

Secondo la tabella di marcia del Cineca, l’upgrade Lisa e i computer quantistici entreranno in funzione tra le fine di quest’anno e l’inizio dell’anno prossimo, mentre “tra luglio e agosto l’Europa aprirà la call rivolta agli Stati membri per le macchine di nuova generazione” Tecnopolo di Bologna è quindi già pronto ad accogliere il prossimo supercomputer, in anticipo di due anni rispetto alla previsione iniziale del 2028, quando Leonardo finirà il suo ciclo di vita. Secondo gli esperti, sottolinea Ubertini, “la nuova generazione potrebbe essere una tecnologia mista, ibrida, dove alcune componenti quantistiche sono utilizzate nei supercalcolatori tradizionali per accelerarli” ancora di più. Questo scatto in avanti, spiega il presidente del Cineca, deriva dal fatto che “in questo momento c’è una spinta davvero incredibile su queste tecnologie, per l’impatto che hanno sull’industria e sulla società in generale, ma anche per le grandi sfide che l’umanità deve affrontare. E noi cerchiamo di mantenere il passo”.


“È INFRASTRUTTURA APERTA E PUBBLICA”

Tutto questo, aggiunge Ubertini, “non è fine a se stesso. Serve perché abilita la comunità scientifica e le imprese a fare di più e a fare meglio, a migliorare i loro prodotti e a migliorare i processi. E abilita anche la modernizzazione del settore pubblico. Questa è un’infrastruttura aperta e pubblica, sono tecnologie a disposizione del nostro Paese e dell’Europa. E’ quello il vero fine”.

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