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Minori, Laura Massaro: “Riformare legge su bigenitorialità, aiuta padri violenti”

Laura Massaro e le madri del Comitato denunciano la "sistematica rivittimizzazione delle donne e dei bambini vittime di violenza domestica"
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ROMA – Le madri che si battono contro l’alienazione parentale e la violenza istituzionale chiedono al ministro Alfonso Bonafede di modificare la legge 54 del 2006 sulla bigenitorialita’ “in modo da impedire l’allontanamento coatto dei bambini e l’affido a padri violenti“.

Nel corso di un sit in a piazza Montecitorio Laura Massaro e le madri del Comitato denunciano la “sistematica rivittimizzazione delle donne e dei bambini vittime di violenza domestica ad opera delle istituzioni che si fregiano di agire a tutela delle stesse vittime”.

Ancora oggi, infatti, nonostante la legge sullo stalking, il codice rosso e la ratifica della Convenzione di Istanbul “le donne faticano a far riconoscere la violenza diffusa di cui sono oggetto“.

Esemplare in questo senso la legge 54 del 2006, la cosiddetta legge sulla “bigenitorialitá”. “Deve essere radicalmente riformata perche’ in nome di questa bigenitorialita’ ormai obbligatoria si verificano tutta una serie di violazione dei diritti di donne e bambini“, dice Laura Massaro.

E aggiunge: “Oggi padri violenti riescono ad avere l’affido dei figli, spesso affido esclusivo, e le donne si ritrovano ad avere contratti protetti coi propri figli, magari ogni 15 giorni o una volta al mese, sulla base di perizie che rilevano che le donne sono troppo affettuose. Cioe’ le donne perdono i propri figli sulla base del nulla. E le madri vengono completamte estromesse dalla vita dei bambini”.

Le madri del comitato chiedono “l’intervento del legislatore perche’ i casi aumentano giorno dopo giorno. Inoltre vediamo che le perizie sono tutte uguali, come se fossero dei precompilati. Veniamo condannate sulla base di perizie psicologiche spesso non attinenti al dato reale. In tribunale non si vagliano i fatti, e ci troviamo a doverci difendere da accuse inesistenti e siamo noi a dover portare la prova contro accuse inesistenti, con un’inversione paradossale dell’onere della prova”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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