Bella Hadid e il post censurato su Instagram: “Non si può essere palestinesi?”

La modella ha aggiunto: "Non si può cancellare la storia constringendo le persone al silenzio; non funziona così".
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ROMA – “Non ci è permesso essere palestinesi su Instagram?” A chiederlo la modella americana Bella Hadid, in polemica con il social media per la rimozione di un post nel quale ricordava con orgoglio le origini palestinesi del padre.

Il contenuto al centro della querelle è una foto del passaporto del genitore del modella, nata 23 anni fa a Los Angeles, recante il commento: “Il mio papino e il suo luogo di nascita: la Palestina”.

Secondo la modella, che ha pubblicato lo screenshot relativo, il post è stato eliminato dal social perchè “viola le linea guida comuni su molestie e atti di bullismo”.

“Dov’è l’atto di bullismo nell’essere orgogliosi del luogo di nascita del proprio padre” ha protestato Hadid, una delle dieci modelle più pagate al mondo secondo la rivista Forbes: “Non ci è concesso di essere palestinesi, su Instagram?” La modella ha aggiunto: “Non si può cancellare la storia constringendo le persone al silenzio; non funziona così”.

La denuncia di Hadid, che già nel 2017 aveva partecipato a proteste in favore della causa palestinese, è stata condivisa da migliaia di utenti social.

Alla fine sono arrivate anche le scuse di Instagram, che hanno fatto sapere di aver erroneamente rimosso il post perchè “il regolamento non permette di condividere documenti personali”. Nel caso di Mohamed Hadid, il padre della modella, deceduto tempo fa, il numero del passaporto non era visibile.

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