FOTO | VIDEO | Al Mast di Bologna riapre la mostra “Uniform into the work”

In pausa per emergenza Covid, riprende con accessi a gruppi di 6
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ROMA – Tra le tante riaperture che si registrano in questo periodo dopo il lungo lockdown, è il momento anche dello spazio espositivo del Mast di Bologna, che apre i battenti riprendendo da dove aveva interrotto, con il prosieguo della mostra “Uniform into the work/out of the work“. L’esposizione, un viaggio per immagini tra le divise da lavoro, sull’essere e sull’apparire dell’uomo, con lavori di 44 fotografi, i protagonisti della storia della fotografia come Walker Evans, Irving Penn, August Sander, Sebastião Salgado e italiani come Paola Agosti e Paolo Pellegrin, era stata inaugurata a gennaio dal curatore Urs Stahel, per poi chiudere i battenti a causa dell’emergenza coronavirus, seppur rimanendo fruibile ‘a distanza’ con tour virtuali e contributi video degli artisti che raccontano le proprie opere, visitabili gratuitamente dal sito internet della fondazione. Seppur in forma ridotta (eventi e workshop sono ancora sospesi), da sabato scorso sono quindi ricominciati gli accessi agli spazi del museo di via Speranza.

L’ACCESSO ALLA MOSTRA

Si può visitare l’esposizione in sicurezza, garantisce la Fondazione Mast, con accesso contingentato per gruppi di massimo sei persone, accompagnate da un mediatore culturale in una visita secondo percorsi stabiliti, e solo su prenotazione. Si possono perciò ammirare, finalmente ‘live’, le oltre 600 opere che compongono l’esposizione sulle molteplici tipologie di abbigliamento indossate dai lavoratori in contesti storici, sociali e professionali differenti, e un’esposizione monografica che raccoglie centinaia di ritratti di addetti ai lavori del mondo dell’arte incontrati dall’artista Walead Beshty, per i quali l’abbigliamento professionale è segno distintivo. Un piccolo passo verso il ritorno alla normalità anche per il settore museale.

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10 Luglio 2020
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