Processo M5s al Wwf: “Il Jova beach party distrugge le spiagge”

Il M5s alla Camera se la prende (a sorpresa) con il Wwf sui concerti di Lorenzo Jovanotti: "I rifiuti possono finire in mare, le spiagge vengono devastate". L'associazione ambientalista smentisce i danni
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ROMA – Una sorta di ‘agguato’ M5S al Wwf. Convocata in commissione Ambiente alla Camera nell’ambito dell’esame delle proposte di legge per l’impiego di unità da pesca per la raccolta dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la tutela dell’ambiente marino, l’associazione si trova invece a dover rispondere delle “spiagge devastate” dai concerti del Jovabeach party di Jovanotti, che vede la collaborazione del Wwf quale ‘garante’ ambientale.

Il cantante ha aderito alla campagna contro l’inquinamento da plastica in natura dell’associazione del Panda offrendo la possibilità di partecipare al suo tour estivo per promuoverla. Qualche giorno fa le deputate M5S Patrizia Terzoni e Ilaria Fontana, vicepresidente e capogruppo in commissione Ambiente alla Camera, hanno presentato una interrogazione parlamentare al ministero dell’Ambiente chiedendo “risposte in merito ai danni a flora e fauna che potrebbero essere stati provocati sui litorali italiani a causa dei lavori per il tour estivo di 17 tappe dell’artista Jovanotti”. Nell’audizione di oggi apre le danze la deputata M5S Paola Deiana, che chiede al Wwf conto delle “spiagge devastate” dopo le date di Jovanotti.

Il Wwf: “Non ci risultano spiagge devastate”

Il tema “non è attinente a merito dell’incontro, però è l’occasione per precisare che non ci sono spiagge devastate”, spiega Domenico Aiello, dell’ufficio legale-legislativo del Wwf, quindi “inviterei a puntualizzare questo aspetto, perché non ci risulta, anzi ci risulta il contrario”. “Apprezzo invece che, come ha detto l’onorevole Deiana, si voglia consentire determinate cose a determinati standard- prosegue Domenico Aiello, dell’ufficio legale-legislativo del Wwf- questa è la cifra del Wwf Italia: per missione non dimentichiamo che il mondo va avanti e non ci illudiamo che certe cose non si facciano comunque”. Piuttosto “discutiamo e ci apriamo al mondo ricordando che si possono difendere natura seguendo buone pratiche”, e “il Wwf ha il know how per dare suggerimenti”, spiega. Ciò detto, “spiagge devastate non ce ne risultano– ribadisce il rappresentate Wwf- ma invitiamo chiunque a collaborare e a evidenziare ulteriori problematiche, perché abbiamo a cuore l’ambiente e la tutela degli habitat e delle specie”.

M5s attacca: “I rifiuti possono finire in mare”

E’ quindi la volta di Patrizia Terzoni, deputata M5S vicepresidente della commissione Ambiente, che presiede la seduta. “Avete dato dei suggerimenti?”, chiede al Wwf, spiegando che comunque parlare del Jova beach party può essere utile per capire “come fare per introdurre nella legge un modo per limitare i danni che possono creare 50mila persone su una spiaggia“, quante ne raccoglie il famoso performer. Però, ai suoi concerti in spiaggia “non ci sono barriere che impediscano di entrare in acqua– prosegue Terzoni- e l’acqua arriva sulla spiaggia e si porta via i rifiuti. Noi vogliamo impedire di buttare rifiuti in mare e se si sdoganano le modalità di concerti con l’acqua che arriva e porta via rifiuti, c’è un problema- sottolinea la vicepresidente della commissione- dalle immagini non si vede nessun tipo di protezione per evitare che rifiuti finiscano in mare” e visto che “non possiamo frenare i danni che causerà, probabilmente, chiediamo quindi suggerimenti da parte vostra”.

“Ribadisco che nella convocazione a questa audizione non c’era nessun riferimento a questo argomento, magari la prossima volta comunicatecelo così che noi si possa dare un contributo più articolato”, ripete Domenico Aiello, dell’ufficio legale-legislativo del Wwf. “Poi- prosegue- rammento che nell’organizzazione delle tappe, specie quando si tratta di zone naturalistiche più delicate, con alcune che sono state spostate, ci siamo avvalsi degli strumenti vigenti di tutela e valutazione dell’impatto ambientale, e solo se la valutazione è stata positiva abbiamo dato nostro consenso a che il concerto in quel dato luogo si svolgesse”. Insomma, “il contributo che possiamo dare, chiedendo di nuovo di convocarci – conclude Aiello- è invitare tutti quelli che organizzano dalla notte dei tempi iniziative di questo tipo ad avvalersi degli strumenti ambientali esistenti e ad avvalersi anche delle associazioni ambientaliste, posto che nessuna attività umana è priva di impatto ambientale”.

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10 Luglio 2019
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