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Ecomafie, Bombino: “In rapporto Legambiente quadro difficile ma migliorato”

"Con i comuni aspromontani sottoscritto patto di legalità"
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REGGIO CALABRIA – “Bisogna dare grande risalto ai dati del 2017 per evidenziare i risultati dell’azione delle forze dell’ordine e delle autorità preposte al controllo, che oggi si muovono in un quadro normativo più efficace e rinnovato. Con un Rapporto frutto di opera laboriosa e precisa, Legambiente ci consegna un quadro ancora difficile ma certamente migliorato presentando, al contempo, alcune proposte particolarmente utili per prevenire e combattere ‘gli ecoreati’ in modalità ancor più stringente e tutelare, altresì, le Aree Protette italiane”. Così all’agenzia Dire il presidente dell’Ente Parco d’Aspromonte, Giuseppe Bombino, commentando il rapporto 2018 sulle Ecomafie elaborato da Legambiente e presentato ieri alla Camera dei deputati.
“D’altra parte – aggiunge Bombino – il Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, ha evidenziato come vi sia una potente connessione tra ecoreati e corruzione, anche nelle pubbliche amministrazioni. Circostanza, questa, che ha condotto a numerosi scioglimenti di Comuni soprattutto nelle aree geografiche del Paese dove più radicata è la presenza della criminalità organizzata”. Diventa quindi fondamentale dotarsi di strumenti, anche volontari, che integrino “la già efficace normativa anticorruzione. A tale proposito – conclude Bombino – voglio ricordare che di recente il Parco, la Prefettura ed i 37 comuni che costituiscono la sua Comunità, hanno siglato un importante Protocollo di legalità”. Nel Rapporto di Legambiente, il presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte è citato più volte nel capitolo Ambientalisti sotto scorta, per le numerose intimidazioni subite dal 2014 ad oggi quali i recapiti di buste con proiettili, l’invio di una testa mozzata di capretto, lettere minatorie e messaggi di morte con le misure di una cassa da morto.

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