martedì 8 Settembre 2026

Mondiali, l’arbitro espulso dagli Usa accolto come eroe in Somalia

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, gli Stati Uniti hanno confermato di aver respinto Artan a causa di legami con "sospetti membri di organizzazioni terroristiche"

ROMA – Come un eroe. Omar Artan, l’arbitro somalo espulso dagli Stati Uniti, motivo per il quale non potrà partecipare ai Mondiali che stanno per iniziare anche in Canada e Messico al suo arrivo a Mogadiscio è stato accolto da una folla di tifosi e funzionari.
Video del supporto che gli stato espresso già sulla pista dell’aeroporto sono stati diffusi dal gruppo media Garowe e poi rilanciati sui social anche a livello internazionale.

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, gli Stati Uniti hanno confermato di aver respinto Artan a causa di legami con “sospetti membri di organizzazioni terroristiche”.
Artan ha ribadito il proprio ringraziamento alla Fifa “per il supporto” ed ha poi ribadito che “la Somalia è nostra, che le cose siano buone o cattive. Voglio dire ai nostri giovani di non perdere la speranza nel nostro Paese. Ora sono nel mio paese, e non c’è altro posto dove voglio essere“. E poi ha promesso che “se Dio vuole, che parteciperò ai prossimi Mondiali” tra l’entusiasmo di centinaia di persone mentre sventolavano le bandiere della Somalia con una che è stata messa sulle sue spalle.

Il Guardian ha quindi aggiunto altri particolari a proposito della vicenda dell’arbitro Artan. Cioè che i funzionari della Dogana negli Stati Uniti hanno dichiarato che non gli è stato consentito l’ingresso per delle preoccupazioni legate ai controlli, mentre un ulteriore funzionario ha spiegato che Artan rappresentava una minaccia per la sicurezza nazionale. Di contro, però, l’ambasciata somala in Kenya ha spiegato che Artan ha ricevuto un visto per viaggiare negli Stati Uniti la scorsa settimana.

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