martedì 8 Settembre 2026

Tg Esteri, l’edizione di mercoledì 10 giugno 2026

In questa edizione si parla di Yemen, Albania, Mozambico e Cuba

MO. GUERRA MINACCIA VITA DI MILIONI DI PERSONE, ANCHE IN YEMEN

Nuovi bombardamenti tra Israele e Iran, mentre i continui attacchi israeliani contro il Libano continuano ad allontanare ogni prospettiva di pace: a pagarne in prezzo, anche milioni di civili nello Yemen, avverte Himedan Mohammed, responsabile delle operazioni dell’ong Medici senza frontiere in Medio Oriente: “In Yemen c’è una delle peggiori crisi umanitarie al mondo da almeno dieci anni. Anche prima della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, si contavano più di 18 milioni di persone colpite dalla fame e 2,2 milioni di bambini malnutriti. Le strutture che supportiamo sono sopraffatte dall’afflusso di bambini e madri. L’impatto più grave della guerra riguarda però i ritardi che sta causando alla consegna degli aiuti umanitari, tra cui cibo e farmaci, e questo può fare la differenza tra la vita e la morte”.

ALBANIA. CORTEI E PROTESTE NON FERMANO IL RESORT USA NEL PARCO DEI FENICOTTERI

Il mega resort nell’area protetta di Narta, sulla costa adriatica, si farà. Lo assicura il primo ministro Edi Rama, nonostante le proteste che da giorni portano in strada migliaia di persone. Il genero del presidente americano Donald Trump, Jared Kushner, intende infatti costruire un enorme complesso turistico in un parco naturale, sede di 70 specie in via di estinzione e almeno 200 varietà di uccelli, tra cui i fenicotteri rosa. La rivolta dei fenicotteri, appunto, si è sollevata per denunciare permessi edilizi mancanti, riforme legislative ad hoc e procedure opache. La giornalista Eliria Kadriu spiega che l’iniziativa ambientalista si è trasformata quindi in protesta per chiedere le dimissioni del governo. E avverte: “Tutta questa vicenda sta mettendo in luce anche la situazione dei media albanesi, che inizialmente non ha riferito della protesta nelle prime giornate e, ora che si sta allargando, non le può più ignorare”.

MOZAMBICO. L’ATTIVISTA: VESCOVO AFONSO UCCISO DAI NARCOTRAFFICANTI

Ha suscitato sdegno a livello internazionale la morte di monsignor Osòrio Citora Afonso, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira, in Mozambico, paese attraversato da disuguaglianze e tensioni sociali. Il vescovo, ucciso da colpi d’arma da fuoco il 6 giugno, potrebbe aver perso la vita per il suo lavoro su dialogo e riconciliazione, e non solo: Adriano Nuvunga, direttore del Centro per la democrazia e i diritti umani del Mozambico ha chiesto “un’indagine seria e urgentissima perché sappiamo che il vescovo stava svolgendo un lavoro approfondito su alcuni gruppi, tra cui narcotrafficanti della zona. Bisogna anche conoscere i mandanti di questo macabro atto- ha detto- che suggerisce una violenza volta a impadronirsi dello Stato”.

CUBA. L’EMBARGO ENERGETICO FA RADDOPPIARE LA MORTALITÀ INFANTILE

Cuba è stata colpita da un terremoto di magnitudo 6.1, che ha suscitato paura ma per fortuna nessuna vittima. Ben peggiore è dell’embargo energetico che l’amministrazione Trump impone da gennaio, e che paralizza ospedali, scuole, trasporti e sistemi produttivi. A maggio, a tutto ciò Washington ha aggiunto sanzioni, che peggiorano la crisi umanitaria, come avvertono le Nazioni Unite, secondo cui senza farmaci né cure salvavita la mortalità infantile è raddoppiata, i tassi di sopravvivenza al cancro infantile sono scesi dall’85 al 65%, mentre si stima che la produzione alimentare crollerà del 60%. Per denunciare questa crisi, un camper della campagna internazionale Let Cuba Breath ha cominciato un tour dell’Europa, che continuerà fino al 30 giugno. L’obiettivo è anche chiedere all’Unione europea di ignorare le sanzioni statunitensi, rivendicando la propria sovranità economica.

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