sabato 18 Luglio 2026

Libano, intensi raid di Israele causano 4 morti dall’alba

Non si ferma l'offensiva su Tiro e su tutto il sud del Paese dopo le 17 vittime di ieri

ROMA – L’esercito di Israele continua a condurre violenti attacchi contro la provincia di Tiro e Nabatyeh, insieme ad altre località del sud del Libano. A Tiro, da giorni epicentro dell’offensiva di Tel Aviv, da stamani i media riportano che sono stati presi di mira dei “quartieri popolari”, nonostante nella sola giornata di ieri si siano registrati 8 morti e 32 feriti, così come ha denunciato il ministero della Salute libanese.

Subito dopo l’annuncio del presidente Trump di un “accordo di pace imminente con l’Iran”, Israele ha intensificato l’offensiva sul Libano, causando in totale 17 morti in 73 raid contro 34 località, portando il bilancio delle vittime a 3.666 dal 2 marzo. A Tiro ieri è stato emesso un ordine di evacuazione per l’intera popolazione della città, compreso il quartiere cristiano, che Tel Aviv aveva garantito di tutelare.

Ben quattro morti si contano già dall’alba di oggi: due nel villaggio di Tayr Debba, nel distretto di Tiro, uno a Doueir, nel distretto di Nabatiyeh, e infine un soccorritore spirato stamani dopo giorni d’agonia: Ali Tala Najdi degli scout del movimento Al-Rissala era stato ferito da un raid israeliano il 26 maggio scorso a Srifa, vicino Tiro.

Da stamani, poi, Israele ha emanato ordini di evacuazione ad Ansariyeh, città nel distretto di Saida, che ieri è stata a sua volta nel mirino degli attacchi. L’esercito ha ordinato agli abitanti di lasciare “immediatamente” le loro case per dirigersi a nord del fiume Zahrani, a oltre 40 chilometri dal confine con Israele. Ciò indica che Israele intende spingere l’invasione ancor più in profondità nel Paese. Nella notte, i media libanesi riportano poi di intensi e ripetuti colpi d’artiglieria e degli elicotteri Apache contro la città di Nabatiyeh e i villaggi circostanti di Tull e Kfar Tebnit, mentre razzi illuminanti sono stati lanciati in cielo sopra Habush, Kfar Remman, Kfour e Zebdine. Colpiti poi Aadchit e Nabatiyeh el-Faouqa. Habush e Kfar Remman sono stati nuovamente bombardati poco dopo le 5.00 del mattino.

Sostenendo la necessità di sconfiggere le forze di Hezbollah, l’esercito libanese ha emesso stamani ordini di evacuazione anche per i villaggi di Ghassaniyeh e Houmine al-Faouqa. Israele accusa Hezbollah di aver violato il cessate il fuoco (che è stato nuovamente prorogato una settimana fa), sebbene il gruppo non sia parte del tavolo negoziale che, con la mediazione degli Stati Uniti, prosegue tra gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington. Il prossimo appuntamento, a livello di ambasciatori, è previsto per il 22 giugno.

AOUN: IL LIBANO SI ASPETTA MAGGIOR SOSTEGNO DALL’UE

Ieri a Beirut, ricevendo una delegazione di parlamentari francesi ed europei, il presidente Joseph Aoun ha ribadito che il Libano si aspetta maggior sostegno dall’Ue, soprattutto dopo il ruolo che il Libano ha svolto dal 2011 nel “contenere” l’esodo di rifugiati siriani verso l’Europa.

Da Bruxelles, Aoun si aspetta aiuto nel rafforzare il proprio esercito nazionale per poter disarmare il gruppo Hezbollah e provvedere alla propria sicurezza interna. Tuttavia, Israele si oppone all’equipaggiamento delle forze armate libanesi. Aoun quindi ha ricordato quali sono i punti al tavolo elle trattative: il ritiro completo di Israele dai territori libanesi occupati, il rilascio dei detenuti e il libero dispiegamento dell’esercito libanese fino ai confini internazionalmente riconosciuti. Nabih Berry, presidente del parlamento e politico vicino ad Hezbollah, da giorni assicura che i combattenti lasceranno le regioni meridionali del Paese se al tempo stesso anche l’esercito israeliano si ritirerà, ponendo fine all’occupazione.

Foto di archivio da un video pubblicato dall’Idf su X

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