NEWS:

Tennis, a Wimbledon passando dal Po: torna l’unico torneo su erba in Italia

Per realizzare il sogno, sono stati chiamati i giardinieri di Wimbledon per affinare le tecniche di cura dell'erba

Pubblicato:10-06-2024 16:26
Ultimo aggiornamento:10-06-2024 16:27

FacebookLinkedInXEmailWhatsApp

VENEZIA – Era un campo da calcio in disuso in un piccolo Comune del Basso polesine, in Veneto (970 abitanti). Oggi è uno degli otto tornei di tennis internazionali su erba naturale del circuito Wta, unico in Italia; è un appuntamento chiave per le giocatrici in vista del torneo di tennis per eccellenza, Wimbledon.

Da domenica prossima torna, per la terza edizione, il ‘Veneto Open’ a Gaiba (Rovigo), torneo Wta classe 125 che vedrà sfidarsi dal 16 al 23 giugno sette tra le tenniste della top 100 al mondo. Ci saranno oltre 50 tenniste di oltre 15 Paesi. Il torneo, organizzato dal Tennis Club di Gaiba, ha un montepremi di 115.000 dollari e per la prima volta aprirà alle qualificazioni, con un turno unico, in programma domenica, per gli ultimi quattro posti per il tabellone principale.

Tra le giocatrici, ci saranno la tedesca Tatjana Maria, numero 65 del mondo, la statunitense Bernarda Pera, l’argentina Maria Lourdes Carle, la bulgara Viktoriya Tomova, la spagnola Jessica Bouzas Maneiro, la slovacca Rebecca Sramkova e l’argentina Julia Riera. Da segnalare anche il ritorno a Gaiba della belga Alison Van Uytvanck, vincitrice della prima edizione nel 2022, e la presenza nell’entry list di alcune giovanissime di talento tra cui la svizzera Celine Naef e la filippina Alexandra Eala. A portare i colori dell’Italia sarà invece Lucrezia Stefanini.


L’ingresso al Club e ai campi secondaria sarà libero, mentre è previsto un biglietto per il campo principale. Previste nel corso della settimana anche numerose attività collaterali. Novità di questa edizione del torneo, è il Premio Regione del Veneto per la miglior tennista emergente, oltre al coinvolgimento di otto creator che in quei giorni racconteranno cosa accade nei campi, e bellezze e opportunità del territorio. Il Veneto Open promoted by Regione Veneto, oltre un decennio fa era solo un sogno. Era il 2022 quando il torneo ha fatto il suo esordio come evento del circuito Wta, ma la sua storia risale al 2012, quando un gruppo di giovani del Comune del Basso Polesine decise di trasformare un campo da calcio in disuso in quattro campi da tennis in erba naturale, ovviamente. Un unicum in Italia dove ci sono pochi campi in erba naturale (per lo più privati e mai più di uno per realtà). Per realizzare il sogno, sono stati chiamati i giardinieri di Wimbledon per affinare le tecniche di cura dell’erba (oggi viene tagliata quotidianamente a otto millimetri, come impone la regola britannica). Sono cresciue anche le strutture e le persone coinvolte. Oggi la location si estende su un’area di 20.000 metri quadrati adagiati sulla sponda sinistra del fiume Po e dispone di sei campi in erba naturale. Nel 2022 il presidente Wta, Steve Simon, ha sottolineato la bontà di quanto fatto con una lettera di elogio. E il club rimane un simbolo del sogno sportivo di una comunità di appassionati, molti dei quali sono gli stessi che hanno iniziato l’avventura nel 2012.

“Grazie agli organizzatori, questo appuntamento è un esempio del significato del ‘buttare il cuore oltre l’ostacolo'”, ha detto Luca Zaia, presidente del Veneto alla conferenza stampa di presentazione. E’ stato inventato “un evento sportivo che fa concorrenza a Wimbledon. Va premiata l’idea di osare. Ringrazio ancora organizzatori e territorio che supporta questo torneo, questi sforzi sono il vivaio da cui nasceranno i grandi campioni del domani”. La Regione ha inserito il Veneto Open tra i grandi eventi del territorio. “La sua storia dimostra come la passione e la determinazione possano trasformare un sogno locale in una realtà solida di grande prestigio internazionale”, ha aggiunto.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it