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SPECIALE ELEZIONI | Le sfide principali del Sud

Si vota in Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia

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(di Salvo Cataldo, Mario Vetere, Alba Di Palo, Nadia Cozzolino, Anna Martino, Elisa Manacorda, Andrea Piana)

NAPOLI – Domenica 12 giugno appuntamento con le elezioni amministrative in 978 Comuni d’Italia: tra questi, ci sono quattro capoluoghi di Regione (Genova, Palermo, L’Aquila e Catanzaro) e 26 capoluoghi di provincia. Sempre domenica, i cittadini di tutta Italia saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum in materia di giustizia che sono stati ritenuti ammissibili dalla Corte Costituzionale. Le urne saranno aperte dalle 7 alle 23.

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Per i Comuni sopra i 15mila abitanti, nel caso in cui nessun candidato conquisti il 50% più uno dei voti, è previsto un ballottaggio che si svolgerà il 26 giugno. In questo caso, al secondo turno, al candidato sindaco potranno essere collegate liste differenti al primo. Nei Comuni sotto i 15mila abitanti si vota con il sistema maggioritario secco, in pratica vince chi si aggiudica più voti.

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SICILIA

Sono 120 i Comuni siciliani che il 12 giugno voteranno per eleggere i propri sindaci e per rinnovare i consigli comunali e circoscrizionali. I seggi saranno aperti solamente domenica (dalle 7 alle 23). La popolazione coinvolta è di 1.710.451 abitanti, di cui 900.823 anche per le elezioni dei presidenti di circoscrizione e dei consigli circoscrizionali (657.561 a Palermo e 243.262 a Messina).
In 107 centri (fino a 15 mila abitanti) si voterà con il sistema maggioritario, in tredici (nei quali l’eventuale ballottaggio si terrà il 26 giugno) con quello proporzionale. I consiglieri comunali da eleggere sono 1.520 e le sezioni elettorali che saranno costituite sono 1.747. Nella sola città di Messina si voterà anche per il referendum sull’istituzione del nuovo Comune ‘Montemare’, formato da dodici villaggi della fascia collinare e costiera tirrenica del capoluogo. L’elettore – sia per il Consiglio comunale che per quello circoscrizionale – può esprimere una o due preferenze nella stessa lista, ma di genere diverso: una femminile e una maschile. Il voto espresso per una lista si estende al candidato sindaco a essa collegato e non viceversa: il cosiddetto “effetto trascinamento”. Prevista anche la possibilità del voto disgiunto, che rende libero l’elettore di votare separatamente per un candidato sindaco e per una lista a questo non collegata.
Alla chiusura delle operazioni di voto, si procederà con lo spoglio delle schede dei cinque referendum sulla giustizia, mentre quello relativo alle Amministrative verrà rinviato a lunedì 13 giugno, a partire dalle 14. La precedenza verrà data alle elezioni comunali, poi a quelle circoscrizionali (solo per Palermo e Messina) e infine al referendum per l’istituzione del nuovo Comune messinese. Si vota in due capoluoghi di provincia: Palermo e Messina, dove le consultazioni riguardano anche le 8 circoscrizioni di Palermo e le 6 di Messina. Alle urne anche altri grossi centri: Palma di Montechiaro e Sciacca, nell’Agrigentino; Niscemi, in provincia di Caltanissetta; Aci Catena, Palagonia, Paternò e Scordia, nel Catanese; Pozzallo e Scicli, in provincia Ragusa; Avola, nel Siracusano; Erice, in provincia di Trapani.

SFIDA LAGALLA-MICELI PER IL DOPO ORLANDO A PALERMO

La battaglia elettorale per Palermo appare sostanzialmente una corsa a due tra Roberto Lagalla e Franco Miceli, con l’incognita del ‘terzo incomodo’ Fabrizio Ferrandelli.
Le elezioni che segneranno la fine dell’era di Leoluca Orlando a Palazzo delle Aquile esprimono il più classico degli scontri centrodestra-centrosinistra.
Lagalla, ex rettore ed ex assessore regionale all’Istruzione, partito in solitaria con la sola sponsorizzazione dell’Udc, è riuscito a compattare tutto il centrodestra sul suo nome: nove le liste al suo fianco, compresa quella della Dc di Totò Cuffaro, che ha innescato le polemiche sul tema mafia e politica.
Dall’altra parte Miceli, presidente dell’Ordine nazionale degli architetti, attorno al quale si è costruita l’alleanza progressista Pd, M5s e mondo della sinistra: quattro le liste a suo sostegno.
Outsider Fabrizio Ferrandelli, sostenuto dal tandem +Europa-Azione, che punta su tre liste.
Questi gli altri tre nomi in corsa: Francesca Donato (Rinascita Palermo), Rita Barbera (civica e Potere al popolo) e Ciro Lomonte (Siciliani liberi).

A MESSINA PARTITA A 3 TRA BASILE, CROCE E DE DOMENICO

Variabile ‘Cateno De Luca‘ sulle elezioni comunali di Messina. Nella città dello Stretto sarà partita a tre per Palazzo Zanca, lasciato anzitempo dal sindaco verace che punta alla presidenza della Regione.
De Luca, intanto, gioca la carta Federico Basile, ex direttore generale del Comune che si porta dietro nove liste. Con De Luca anche la Lega, capitanata a Messina da Nino Germanà.
Il centrodestra schiera Maurizio Croce, capo della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico del governo regionale: otto le liste a suo sostegno.
L’asse giallorosso Pd-M5s punta su Franco De Domenico, ex deputato regionale dem: per lui quattro liste.
Il quadro si completa con altri due candidati civici: Luigi Sturniolo e Salvatore Totaro.
Sfida elettorale sui generis, inoltre, nella piccola centro di Malfa, 977 anime sull’isola di Salina, alle Eolie: Clara Rametta, con la sua lista ‘Noi per Malfa’, sarà l’unico nome in campo. Contro di lei un solo avversario, l’astensionismo: dovrà recarsi alle urne un numero non inferiore al 50% del corpo elettorale, altrimenti le elezioni non saranno valide.

CALABRIA

A CATANZARO 6 ASPIRANTI SINDACI, È BOOM DI LISTE E CANDIDATI

Domenica 12 giugno saranno 74 i Comuni calabresi che torneranno al voto per l’elezione dei rispettivi sindaci e Consigli comunali. Nella tornata elettorale sarà coinvolta anche la città di Catanzaro, capoluogo di Regione.
A contendersi la fascia tricolore, dopo l’esperienza di Sergio Abramo sindaco uscente, non ricandidato, ed esponente del centrodestra, saranno sei i candidati.
Si tratta di Francesco Di Lieto con una lista civica, Antonio Campo, anche lui con una lista civica, Valerio Donato, sostenuto da una coalizione di 10 liste civiche di area di centrodestra, Wanda Ferro con la lista di Fratelli d’Italia, Nicola Fiorita, sostenuto da una coalizione di 5 liste di centrosinistra con Pd e M5s, e Antonello Talerico a capo di una coalizione civica con 5 liste.
Complessivamente saranno 23 le sigle di partito e i movimenti in corsa con i relativi aspiranti candidati consiglieri comunali. Al momento il favorito sembrerebbe Valerio Donato che, forte di 10 liste, potrebbe ottenere la maggioranza relativa dei voti al primo turno.
Non è escluso, infatti, che per eleggere il nuovo sindaco di Catanzaro si possa ricorrere al turno di ballottaggio, previsto per domenica 26 giugno.

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CAMPANIA

NEL NAPOLETANO L’ASSE PD-M5S SI SPACCA A POZZUOLI E PORTICISIMBOLI LEGA E FI SPARITI DALLE LISTE

Tra i Comuni al voto domenica 12 giugno ci sono anche popolosi centri della provincia di Napoli come Pozzuoli, Acerra, Portici, Somma Vesuviana, Sant’Antimo, Nola e Ischia. L’asse giallorosso tiene soltanto ad Acerra e a Nola, mentre nel centrodestra tiene solo Fratelli d’Italia: Lega e FI rinunciano al simbolo dovunque.

Nel Comune flegreo, che conta 80mila abitanti, i candidati alla carica di sindaco sono cinque, ma la sfida è tutta interna al centrosinistra. A contendersi la fascia tricolore Paolo Ismeno, in corsa con il sostegno di otto liste, e Luigi Manzoni con dieci. Il Pd ha deciso di chiamarsi ufficialmente fuori dalla corsa, non presentando il simbolo. Gli esponenti dem puteolani sono divisi tra Ismeno e Manzoni. Il primo è sostenuto anche da Sinistra Italia, Moderati per Pozzuoli e ‘Figliolia per la città’, compagine che fa riferimento al sindaco uscente Vincenzo Figliolia, al suo secondo mandato. Manzoni, invece, ha dalla sua anche Noi di Centro, Azione con Calenda, Pozzuoli democratica, Partito socialista italiano, Europa Verde e Noi con l’Italia. Il Movimento 5 Stelle resta a guardare, schiera il simbolo, ma corre in solitaria a sostegno di Antonio Caso. Stessa strada percorsa da Fratelli d’Italia con Paolo Guerriero sostenuto dal solo partito di Giorgia Meloni. Aspira alla fascia tricolore anche Raffaele Postiglione di Potere al Popolo, Pozzuoli Ora e Pozzuoli in Comune.

A Portici l’ex senatore dem Vincenzo Cuomo si candida per il quarto mandato (non consecutivo) da sindaco. Con lui il Pd e altre nove liste, tra cui non compare il Movimento 5 Stelle. I pentastellati puntano su Aldo Agnello, nome in campo anche per Sinistra Italiana ed Europa Verde. Anche nella città vesuviana non ci sono i simboli di Forza Italia e Lega: l’unico partito superstite nel centrodestra è Fratelli d’Italia, in campo per Mauro Mori.

Ad Acerra tiene l’alleanza progressista con Pd e M5s insieme per Andrea Piatto, ma l’ambizione di conquistare la fascia tricolore è frenata da Tito d’Errico, forte del sostegno di 12 liste e del sindaco uscente Raffaele Lettieri. Centrodestra in campo con Vincenzo Crimaldi (Fratelli d’Italia e due civiche).

Anche a Somma Vesuviana Pd e M5s corrono divisi. I dem sostengono Giuseppe Bianco, mentre l’M5s scende in campo per l’uscente Salvatore Di Sarno, che ha ricevuto anche l’endorsement del primo cittadino di Benevento Clemente Mastella.

L’M5s rinuncia alla corsa a Sant’Antimo, dove l’unico partito tradizionale a presentare il simbolo è il Pd.

L’asse giallorosso tiene invece a Nola, dove dem e pentastellati corrono con Carlo Buonauro, fronteggiato da Raffaele Parisi e Maurizio Barbato. Non pervenuti i partiti di centrodestra.

A Ischia l’unico candidato a sfidare l’uscente Vincenzo Ferrandino è Gennaro Savino, in corsa con il Pci Marxista-Leninista.

A GALLO MATESE 8 CANDIDATI SINDACO PER 648 ABITANTI

Con una popolazione di soli 648 abitanti il Comune di Gallo Matese (Caserta) è tra i più piccoli centri della Campania chiamati a votare per le amministrative di domenica 12 giugno. Eppure il numero di candidati sindaco è il più alto di tutta la Regione: sono in otto ad aspirare alla fascia tricolore e 72 i candidati alla carica di consigliere comunale.

In tutta la Regione sono 89 i Comuni al voto per l’elezione del sindaco, ma la tornata delle amministrative 2022 non coinvolge nessuno dei cinque capoluoghi.
I Comuni con più di 15mila abitanti, dove è quindi possibile un secondo turno, sono 12: Pozzuoli, Acerra, Portici, Somma Vesuviana, Sant’Antimo, Nola e Ischia in provincia di Napoli, Mondragone e Capua in provincia di Caserta, Nocera Inferiore, Mercato San Severino e Agropoli in provincia di Salerno.
In sei Comuni (Flumeri, Vairano Patenora, Lettere, Buonabitacolo, Cicerale e Sant’Arsenio) c’è un solo candidato sindaco, al quale basterà, quindi, che si rechino alle urne il 50% più uno degli aventi diritto.

PUGLIA

A TARANTO MELUCCI TENTA BIS DOPO SFIDUCIA, SFIDA È CON MUSILLO

È la città che “vuole un futuro diverso”, ha detto il segretario del Pd Enrico Letta quando in piazza a Taranto ha lanciato la volata di Rinaldo Melucci, candidato sindaco e sindaco sfiduciato della passata consiliatura quando 17 dei 32 consiglieri comunali gli hanno voltato le spalle. Sarà lui, domenica prossima, a tentare di riacciuffare la fascia tricolore grazie all’appoggio di 11 liste, tra cui l’M5s. A siglare l’accordo è stato il 6 maggio scorso il senatore tarantino Mario Turco. La firma comune sul programma delle 100 azioni e con cinque macro aree tutte contrassegnate dalla parola “rigenerazione” (ambientale, urbana, socio – economica, culturale e istituzionale), è stata interpretata come una svolta rispetto al 2017, quando i grillini avevano un loro candidato (Francesco Nevoli) e come la volontà a riprendere il lavoro interrotto del Conte bis.
A contendere a Melucci lo scranno più alto in Consiglio comunale è Walter Musillo, uomo di punta della coalizione di centrodestra, pescato però dal centrosinistra, dal Pd nello specifico, di cui è stato segretario provinciale.
A mettere i bastoni tra le ruote ai due ci sono anche Massimo Battista (ex consigliere comunale, ex grillino e dipendente di Ilva in cassa integrazione straordinaria) sostenuto da tre liste e Luigi Abbate, giornalista con tre liste al seguito.

A BARLETTA È SFIDA A QUATTRO, SI RICANDIDA ANCHE EX SINDACO

Cosimo Cannito, che tutti a Barletta chiamano Mino, è il candidato sindaco con l’elenco più lungo di liste a suo favore: ben otto. Un passato da medico di pronto soccorso e da sindaco della città, sfiduciato nell’ottobre scorso, a metà mandato.
Cannito ci riprova, appoggiato dal centrodestra, sfidando altri tre candidati: Maria Angela Carone del Movimento 5 Stelle, Carmine Doronzo a capo di “Coalizione dell’alternativa”, in cui si annovera Italia Viva, e Santa Scommegna, candidata del centrosinistra, che di Cannito è stata dirigente comunale.
Tra i due sono volate frecciatine. Ha iniziato l’ex primo cittadino che si è sentito tradito dalla sua ex dirigente. “Accuse false”, la replica della candidata che gli ha anche rinfrescato la memoria sul lavoro svolto mentre lui era sindaco.
A mettersi tra i due gli altri candidati che hanno denunciato le promesse non mantenute dei principali competitor.

NEL BARESE 11 CITTÀ AL VOTO, URNE APERTE A BITONTO E MOLFETTA

Sono 11 le amministrazioni comunali che saranno rinnovate in provincia di Bari. Si tratta di Alberobello, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Polignano a Mare, Sammichele di Bari, Santeramo in Colle, Terlizzi, Bitonto e Molfetta. In questi due ultimi Comuni si vivranno le sfide più significative.

Il paese patria dell’olio, Bitonto, era partito con tre sfidanti, ma in extremis la candidata del M5s, Maria Bufano, ha deciso di tirare i remi in barca e lasciare la sfida all’ex consigliere regionale Domenico Damascelli (centrodestra) e a Francesco Ricci (centrosinistra). Bitonto saprà così chi sarà successore di Michele Abbaticchio già lunedì sera.

A Molfetta invece corrono in quattro: la sinistra di rifondazione comunista con Giovanni Infante, il centrodestra con Pietro Mastropasqua, il centrosinistra allargato al M5S appoggia l’ex magistrato Lillino Drago e l’uscente sindaco Tommaso Minervini sostenuto da liste civiche.

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MOLISE

SI VOTA IN 18 COMUNI, TUTTI SOTTO I 15MILA ABITANTIALLE URNE 23.664 CITTADINI

Sono 18 i Comuni che andranno al voto in Molise per le amministrative di domenica 12 giugno, tutti con una popolazione inferiore ai 15mila abitanti. Si tratta di Petacciato, Jelsi, Montefalcone nel Sannio, Toro, Busso, Guardialfiera, Campolieto, Limosano, Torella del Sannio, San Felice del Molise, Castellino del Biferno, Montemitro, Duronia, Montelongo, Castelbottaccio in provincia di Campobasso e di Civitanova del Sannio, Chiauci, Sant’Elena Sannita in provincia di Isernia.
In tutta la regione saranno 23.664 i cittadini che potranno recarsi alle urne, 21.391 per la provincia di Campobasso e 2.273 per quella di Isernia. Ventisette in totale le sezioni.
Due i Comuni in cui si va al voto per motivi diversi dalla scadenza naturale: Chiauci, dove lo scorso anno le elezioni non si tennero perché nessuno presentò le liste, e Jelsi, dove lo scorso dicembre è venuto a mancare il primo cittadino.

BASILICATA

URNE APERTE IN 22 COMUNI

In Basilicata sono 22 i Comuni chiamati al voto delle amministrative di domenica 12 giugno. Policoro, in provincia di Matera, è l’unico Comune con una popolazione superiore ai 15mila abitanti, con doppio turno per eventuale ballottaggio.

In provincia di Potenza andranno alle urne i cittadini di 17 Comuni: Abriola, Albano di Lucania, Baragiano, Bella, Calvello, Castelgrande, Castelsaraceno, Episcopia, Latronico, Marsico Nuovo, Maschito, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Rapolla, Ruoti, San Costantino Albanese e Vietri di Potenza.

In provincia di Matera, oltre a Policoro, si vota anche in altri 4 Comuni: Colobraro, Grassano, San Mauro Forte, Stigliano.

In tutta la regione gli elettori chiamati al voto, compresi gli iscritti all’Aire, sono 80.079 di cui 52.802 in provincia di Potenza e 27.277 in provincia di Matera, in un totale di 86 sezioni, rispettivamente 55 e 31.
In tutti e 22 i Comuni le elezioni arrivano a scadenza naturale degli attuali mandati.

TRE CANDIDATI A POLICORO, VICESINDACO CORRE SENZA SIMBOLO PD

Alle amministrative di domenica 12 giugno è sfida a tre a Policoro, in provincia di Matera, unico dei 22 Comuni al voto in Basilicata con una popolazione al di sopra dei 15mila abitanti e quindi con possibile ballottaggio.
Si candidano alla carica di sindaco Nicolino Lopatriello (5 liste civiche), Enrico Bianco (4 liste civiche) e Gianluca Marrese (una lista civica). Enrico Bianco è sostenuto dal centrodestra lucano, Nicola Lopatriello da Italia Viva, mentre Gianluca Marrese, ex assessore e vicesindaco dell’amministrazione uscente di centrosinistra, capeggiata dal sindaco Enrico Mascia (Pd), resta espressione di questa corrente politica pur non avendo ottenuto il sostegno formale del Partito democratico.
Tra i candidati a consigliere anche l’ex assessore alla Sanità e attuale consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Rocco Leone, della lista Alleanza per Policoro a sostegno del candidato sindaco di centrodestra. Leone di recente è balzato agli onori della cronaca per le offese sessiste all’assessora Donatella Merra (Lega) durante una seduta del Consiglio regionale.

In Basilicata occhi puntati anche su Ruoti, in provincia di Potenza, dove tra i candidati sindaco compare il nome di Angelo Salinardi con la lista Insieme per Ruoti. L’ex primo cittadino e consigliere comunale è stato agli arresti domiciliari, indagato per stalking e corruzione. In particolare, l’accusa di stalking mossa dalla procura della Repubblica di Potenza si riferisce a presunti atti persecutori commessi nei confronti della sindaca uscente, Anna Maria Scalise, eletta nel 2017 proprio con il sostegno di Salinardi.
Gli altri candidati sindaco sono Leonardo Pizzuti, con la lista L’altra Ruoti, e Franco Gentilesca, ex assessore della giunta Scalise, con la lista Ruoti 2022.

SARDEGNA

A ORISTANO LA SFIDA DEI DUE SANNA, SINISTRA CONTRO DESTRA

Sono 65 i Comuni della Sardegna nei quali si andrà al voto domenica, Oristano è l’unico capoluogo di provincia isolano chiamato alle urne in questa tornata elettorale e una delle due città, oltre a Selargius, dove è previsto il ballottaggio. A sfidarsi quest’anno nella città di Eleonora d’Arborea, quattro candidati sindaco e quindici liste, dopo l’esperienza di Andrea Lutzu, eletto nel 2017 per il centrodestra.
Per il centrosinistra ai nastri di partenza c’è Efisio Sanna, esponente del Pd, già assessore ai Lavori pubblici nella giunta capitanata da Guido Tendas, sindaco alla guida del Comune dal 2012 al 2017. Oltre ai dem, Sanna è sostenuto dal Psi, e dalle liste “Movimento Oristano” (lista civica formata dal consigliere regionale del M5s, Alessandro Solinas, ndr), “Oristano democratica e possibile”, “Per Efisio Sanna sindaco” e “Sinistra futura per Oristano”.
Il centrodestra punta invece su Massimiliano Sanna, esponente dei Riformatori e vice sindaco dell’uscente Lutzu. È appoggiato da una coalizione composta da Psd’Az, Riformatori, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Popolari europei autonomisti sardi e Sardegna20Venti. Non ha presentato una propria lista la Lega, anche se il Carroccio avrà dei candidati che correranno nella compagine sardista.
Gli outsider dei due Sanna sono Filippo Murgia e Sergio Locci, a capo di due liste civiche. Il primo è sostenuto da “Oristano identità e tradizione Filippo Murgia sindaco”, il secondo guiderà “Aristanis per costruire il nostro futuro”.

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2022-06-11T12:18:37+02:00