Jeff Bezos si salva da solo

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Da domani in Cornovaglia c'è il G7. Anche i potenti della Terra ormai dovrebbero averlo capito: le tasse fanno bene alla salute
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ROMA – Quante tasse paga Jeff Bezos? Poche, perché la sua aliquota reale sta sotto l’uno per cento. Lo certificano le statistiche dell’Internal Revenue Service degli Stati Uniti, appena svelate dai giornalisti di ProPublica. L’anno scorso il patrimonio personale del fondatore di Amazon ha sfondato il tetto dei 200 miliardi di dollari. Nel 2011 era dieci volte inferiore, di 18 miliardi. Così poco che quell’anno al fisco federale Bezos non pagò neanche un dollaro. Anzi ebbe un credito d’imposta: 4mila dollari per i figli a carico.

Delle cartelle esattoriali di Bezos e di altri 24 super-ricchi americani si è saputo alla vigilia del vertice del G7, al via domani in Cornovaglia. Per l’occasione 230 ex capi di governo, ministri, Premi Nobel e personalità dell’economia e della cultura hanno pubblicato una lettera-appello. Ai potenti della Terra chiedono di coprire almeno due terzi dei 66 miliardi di dollari di investimenti necessari subito alle campagne di vaccinazione contro il Covid nei Paesi più svantaggiati del mondo. Spiccioli, se messi a confronto con l’aumento del valore dei patrimoni dei super-ricchi americani: tra il 2014 e il 2018, di oltre 400 miliardi. Beninteso, tutto legale: negli Stati Uniti si tassa il reddito, non il patrimonio. E pazienza se qualcuno resta indietro.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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