Flat Tax, Battaglia (Confsal-Unsa): “E’ norma incostituzionale”

La piazza, da sola, non basta più: "Per questo oggi abbiamo fatto ricorso al tribunale di Catania"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – La piazza, da sola, non basta più: “Per questo oggi abbiamo fatto ricorso al tribunale di Catania”. Massimo Battaglia, segretario Unsa-Confsal, torna così sulla questione Flat Tax, sull’annunciato ricorso e sulle iniziative di piazza che stanno organizzando per le prossime settimane: “Stiamo lavorando per una manifestazione di piazza, se non ci saranno risposte, indipendentemente dal ricorso, entro il 10 luglio”.

Il ricorso al tribunale di Catania “è una delle ultime spiagge. Oggi non c’è la politica che ascolta i lavoratori del Pubblico Impiego, e non solo sanità e funzioni centrali. Potremmo parlare di scuola e degli enti locali”. Per la sentenza servirà aspettare qualche mese, perché esamini il ricorso ed eccepisca la questione di costituzionalità”. Proprio per la scuola, “l’incontro con la presidenza del Consiglio non ha portato a nulla. Problema scontro con la politica è evidente”.

Per il rappresentante sindacale “non c’è dialogo con questo Governo, siamo fermi all’incontro di novembre con il ministro Bongiorno, da quella data ad oggi non c’è stato più nulla, niente risorse per i contratti, niente assunzioni”.

E poi, la Flat Tax, per la quale Battaglia parla di “evidente disparità”. Senza contratti e assunzioni “e con una tassazione aggiuntiva- spiega- rispetto a chi l’anno prossimo andrà a pagare il 15%, io pago con 28-29 o 25, il 27 o 38% a seconda se hai la casa. Questa è disparità. Se questo è il Governo del popolo, mi faccio benedire”.

Secondo Confsal-Unsa (funzioni centrali) e Fials-Confsal (sanita’), la Flat Tax “di fatto premia chi dichiara fino a 65 mila euro l’anno, consentendogli di usufruire di un’aliquota fiscale agevolata del 15% di tasse, mentre i lavoratori dipendenti continuano a dover pagare dal 24 al 38% di tasse”. Aggiunge Battaglia: “Chi dichiara fino a 65mila euro l’anno, potrebbe evadere. Se fossi uno di quelli, arrivo a ottobre ho fatto 63mila non faccio più una fattura e mi fermo, se sono onesto. Sennò lavoro in nero”.

Il ricorso al giudice “è l’ultimo dei tentativi che uno fa. Lo abbiamo fatto per i rinnovi dei contratti, che abbiamo vinto, ora per il Tfr, e siamo in attesa. Qui si va avanti a ricorsi, significa che non c’è dialogo, non c’è politica”.

Battaglia, poi, ricorda che per la Flat Tax al 15%, “come dice il ministro dell’Interno, c’è bisogno di una modifica costituzionale. Basta leggere l’articolo 53 della Costituzione che prevede la progressività della tassazione”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

10 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»