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Il ‘Reggio approach’ promuoverà la cultura italiana nel mondo

Intesa Fondazione Reggio Children e Ministero degli Esteri

Pubblicato:10-05-2023 17:47
Ultimo aggiornamento:10-05-2023 17:47

Reggio approach
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REGGIO EMILIA- L’esperienza educativa maturata nelle scuole e nei nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia diventa uno strumento di promozione della cultura italiana nel mondo. È  il senso della dichiarazione di intenti firmata oggi nella città del Tricolore tra la Fondazione Reggio Children– che vede così rafforzata la sua vocazione internazionale- e il ministero degli Esteri. L’intesa, che arriva dopo un primo progetto congiunto sulla cucina italiana, riguarda in particolare le scuole italiane all’estero, in alcune delle quali il cosiddetto ‘Reggio approach‘ è già praticato. Ora i valori pedagogici portati avanti dalla Fondazione, a cominciare da quello sull’educazione come bene comune e diritto inalienabile di ogni bambino, si fonderanno con le azioni che valorizzano la lingua e la cultura italiana.

In dettaglio nel sistema della “formazione italiana nel mondo” che fa capo alla Farnesina ci sono oggi sette scuole statali e 45 scuole paritarie (l’ultima nata in Cile, ndr), oltre a 92 sezioni italiane in scuole straniere, 130 lettorati in università straniere e oltre 10.000 corsi di lingua e cultura italiana. Le scuole, inizialmente nate in un ottica di servizio ai discendenti degli immigrati italiani all’estero, sono diventate centri propulsori della cultura del “bel Paese” in senso lato, da oggi anche tramite i suoi modelli educativi. L’accordo tra la Fondazione reggiana e il ministero, quindi, pone le basi per mettere a terra azioni concrete- di consulenza e formazione- in questa direzione.

Il protocollo “è una tappa credo molto importante del percorso che come Fondazione abbiamo avviato con il ministero anche attraverso le nostre partecipate, che testimonia quella che è la vocazione di tutta Reggio Emilia dell’educazione come bene comune e universale e come espressione tra le più alte della cultura italiana nel mondo”, dice la presidente della Fondazione Reggio Children Carla Rinaldi. “Qui portiamo a sintesi una storia lunga, ma apriamo anche un capitolo nuovo e crediamo di grande interesse di cui siamo orgogliosi”, aggiunge Rinaldi.


Marco Maria Cerbo, consigliere d’Ambasciata e a capo dell’ufficio della formazione italiana nel mondo, sottolinea: “La diplomazia culturale sta diventando uno strumento sempre più importante di collegameto tra Paesi e popoli, che usa vari canali, tra cui quello dell’istruzione e dell’educazione su cui l’Italia punta molto”. Questo perché, aggiunge Cerbo, “è una ‘superpotenza culturale’: può vantare il maggior numero di siti Unesco tra tutti quelli che fanno parte dell’organizzazione, ha una tradizione storica unica e quindi può facilmente appoggiarsi all’estero su questo patrimonio”. Lo fa, dice l’esponente del ministero, “anche attraverso delle scuole e ha una forza nell’esprimersi all’estero che è data anche dall’unicità e dalla peculiarità del modello educativo che propone, di cui sicuramente il metodo di Reggio Emilia, di cui la Fondazione è l’alfiere principale, è certamente una componente fondamentale”, conclude Cerbo.

Raffaella Curioni, assessore all’Educazione del Comune di Reggio conclude: “Firmare un protocollo è, ancor prima di realizzare delle azioni, assumere un impegno politico, che è quello di valorizzare insieme la storia e la cultura del nostro Paese all’estero attraverso l’educazione”. Continua l’assessore: “Penso che sia straordinario perché questo vuol dire parlare di persone e sappiamo che i diritti dell’infanzia non sono messi dappertutto al centro delle politiche pubbliche e tutelati”. Insomma “questa intesa richiama i valori che qui a Reggio hanno costruito i nidi e scuole e dell’infanzia e che hanno poi saputo dialogare con il mondo, consegnandoci la responsabilità di diffonderli per renderli pienamente patrimonio di tutti”.

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