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Ancora morti in Cisgiordania, i militari di Israele hanno ucciso due giovani palestinesi

Le uccisioni hanno seguito un altro raid di Israele nei Territori palestinesi, questa volta nella Striscia di Gaza

Pubblicato:10-05-2023 10:58
Ultimo aggiornamento:10-05-2023 19:59

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ROMA – Due giovani palestinesi, di 19 e 24 anni, sono stati uccisi oggi da militari di Israele nel nord della Cisgiordania, a Qabatiyah, nei pressi della città di Jenin. A riferire dei fatti sono stati le forze armate di Tel Aviv e il ministero della Sanità dell’Autorità nazionale palestinese (Anp).

Le vittime sono Ahmed Jamal Tawfiq Assaf, di 19 anni, e Rani Walid Ahmed Qatanat, di 24. Le uccisioni hanno seguito un altro raid di Israele nei Territori palestinesi, questa volta nella Striscia di Gaza. A perdere la vita, nella notte tra lunedì e martedì, insieme con otto donne e bambini, erano stati anche tre dirigenti del gruppo Jihad islamica. Secondo il quotidiano Jerusalem Post, dopo questi “omicidi mirati” Israele sta aspettando “una controffensiva missilistica potenzialmente massiccia”.

GAZA. SAVE THE CHILDREN: BAMBINI PAGANO PREZZO PIÙ ALTO VIOLENZE, SCUOLE CHIUSE

I bambini della Striscia di Gaza stanno vivendo nel terrore, cercando un rifugio, mentre tutte le scuole sono chiuse a seguito di un’altra escalation di violenza. “Ancora una volta, i bambini di Gaza stanno pagando il prezzo più alto per quest’ennesima violenza. Uccidere o mutilare i bambini è una grave violazione e i responsabili dovrebbero essere chiamati a rispondere delle loro azioni- ha dichiarato Jason Lee, Direttore Paese di Save the Children per il Territorio Palestinese Occupato, attualmente a Gaza, in seguito alle notizie di attacchi aerei israeliani iniziati martedì- Per molti di loro, questa nuova ondata di violenza riporterà alla mente ricordi traumatici di precedenti episodi.

Solo due anni fa, proprio a maggio, in 11 giorni sono stati uccisi 261 palestinesi, tra cui 67 bambini. Ad ogni attacco aereo, il senso di sicurezza dei bambini viene distrutto, con conseguenze terribili per il loro benessere a lungo termine. Il nostro team a Gaza e le loro famiglie ci dicono che non c’è un posto sicuro dove stare in questo momento. Tutti sono impauriti e cercano un riparo, le scuole sono state chiuse, mentre si consuma un altro giorno di terrore e incertezza. Se la violenza continuerà ad intensificarsi, la vita e il benessere dei bambini palestinesi e israeliani saranno minacciati. L’unico modo per proteggerli è fermare questa brutalità e che tutte le parti facciano quanto in loro potere per ridurre la tensione e proteggere le infrastrutture civili dagli attacchi, in conformità con il diritto internazionale umanitario”.

Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, opera nel Territorio palestinese occupato (TPO), in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e nella Striscia di Gaza, rispondendo alle esigenze umanitarie immediate e di sviluppo a lungo termine di bambini e famiglie. Attualmente Save the Children attua programmi nei settori dell’istruzione, della protezione dell’infanzia, della salute psicosociale, fornisce mezzi di sussistenza e opportunità economiche, servizi idrici e igienico-sanitari e servizi sanitari e nutrizionali per donne e bambini.

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