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‘Frontiers Health Italia 2022’, ecco come il nostro Paese si prepara alla sanità digitale

L'evento organizzato da Healthware Group ha riunito gli stakeholder dell’ecosistema della sanità e dell’innovazione per condividere strategie e prospettive, focalizzare i bisogni, le sfide e le opportunità, mettendo a sistema le esperienze e le competenze

10/05/2022
Frontiers_Health_Italia

di Carlotta Di Santo e Manuela Boggia

ROMA – La pandemia da Covid-19 ha messo ulteriormente in evidenza l’importanza e il valore della salute, soprattutto dell’innovazione e della digitalizzazione per lo sviluppo di una società e un sistema Paese più resilienti. La trasformazione digitale del Servizio sanitario nazionale, in particolare, è diventata fondamentale per migliorarne l’efficacia sia in termini di coordinamento e prevenzione, sia di erogazione di cure sempre più accessibili, integrate e personalizzate, nonché per abilitare la ricerca nell’ambito delle scienze della vita con l’opportunità di sviluppo di nuove forme di collaborazione tra gli attori dell’ecosistema sanitario.Il PNRR, intanto, può agire senza dubbio come volano per la trasformazione digitale della sanità e gli esperti di settore concordano su un punto: il nostro Paese è destinato ad avere un ruolo leader nel percorso di innovazione e digitalizzazione della sanità, purché si vada nella direzione di una trasformazione sistemica, integrata, inclusiva e di valore.

Di questo sì è parlato oggi a Roma in occasione del ‘Frontiers Health Italia 2022 – La sanità digitale al servizio della salute pubblica’, l’evento organizzato da Healthware Group presso l’Acquario Romano, che ha voluto riunire gli stakeholder dell’ecosistema della sanità e dell’innovazione per condividere strategie e prospettive, focalizzare i bisogni, le sfide e le opportunità, mettendo a sistema le esperienze e le competenze. Filo conduttore della giornata, quindi, il percorso verso l’innovazione sistemica della sanità italiana, che necessita di un approccio multidisciplinare e integrato, partendo dai bisogni dei cittadini per generare un valore condiviso.

CEO HEALTHWARE GROUP: “FUTURO È TELEMEDICINA E SOFTWARE VALIDATI

“Il futuro della sanità digitale è legato a quello che si può fare a distanza, quindi la telemedicina. È legato poi a concentrare sulle persone il luogo delle cure, tramite dati, tramite la capacità di gestire la salute attraverso i dispositivi personali, e poi una grande parte passerà tramite la medicina digitale, quindi i software validati scientificamente che hanno effettivamente un’azione terapeutica”. Lo ha detto Roberto Ascione, CEO di Healthware Group, intervistato dalla Dire in occasione del ‘Frontiers Health Italia 2022 – La sanità digitale al servizio della salute pubblica’.

“Come Healthware Group, ed io come ceo di Frontiers, supportiamo questa conferenza in varie parti del mondo già da diversi anni. In una prima fase- spiega Ascione- è servita per far conoscere queste innovazioni, tecnologie e metodi, adesso è ancora più importante perché sta permettendo, ed è la prima volta che accade in Italia, di collegare il mondo delle istituzioni con quello delle startup, degli innovatori, dei ricercatori che fanno medicina digitale già da molti anni ma adesso sono molto più in attenzione visto i temi del Pnrr”. È un appuntamento importante “perché nessuno può farcela da solo in tema di ecosistema- ha evidenziato ancora il Ceo di Healthware Group- quindi il fatto che anche il mondo istituzionale, in modo così esplicito, sia entrato in campo nell’ecosistema Frontiers è sicuramente un’ottima notizia. È successo in altri Paesi ed è interessante che stia accadendo anche in Italia”.

Il nostro Paese è indietro sul tema? “Dipende dai punti di vista- ha continuato Ascione- noi abbiamo un Servizio sanitario che ha performance molto elevate e questo è noto in tutto il mondo. Dal punto di vista degli investimenti, dell’innovazione, c’era però un gap da colmare, e probabilmente c’è ancora, ma oggi il fondo acceleratore annuncia l’acceleratore di digital health. Noi stessi annunciamo una serie di programmi che sono già in essere per aiutare il progresso delle industrie, quindi diciamo che l’Italia dal punto di vista della ricerca medica e del servizio sanitario non ha nulla da invidiare“.

Se poi questo “lo complementiamo con gli investimenti in tecnologie e in start up- ha aggiunto- e il sostegno di tutta la filiera dell’innovazione, allora questa partita la possiamo giocare a livello anche mondiale”.

Obiettivo dell’evento di oggi “è quello di andare a mettere insieme il mondo delle istituzioni, il mondo delle startup, delle venture capital, delle grandi corporate, ma anche delle Regioni, insomma tutti gli stakeholder dell’ecosistema, senza dimenticare i pazienti- ha evidenziato Ascione- l’idea è proprio questa: mettere tutti insieme in una costruzione di metodo per arrivare a soluzioni digitali innovative realmente, validate scientificamente, che creano accessibilità per i pazienti. Questo- ha concluso- si può fare solo se dal normatore al paziente, e con tutti gli stakeholder che li collegano, possiamo effettivamente attivare questo tipo di innovazione. È l’obiettivo che l’ecosistema Frontiers propone”.

GAUDIOSO (MIN. SALUTE): “LE TECNOLOGIE AIUTANO A IMPLEMENTARE GLI OBIETTIVI DEL PNRR

“Le tecnologie ci aiuteranno a far sì che gli obiettivi di riforma del Pnrr siano rapidamente implementati. Vogliamo far sì che la vita delle persone cambi rapidamente, sia per quanto riguarda i percorsi di diagnosi e cura sia per quanto riguarda la semplificazione burocratica-amministrativa”. Lo ha detto Antonio Gaudioso, capo della segreteria tecnica del ministro della Salute, intervistato dalla Dire in occasione dell’evento organizzato da Healthware Group oggi nella Capitale.

“Vogliamo far sì- ha continuato Gaudioso- che i dati delle persone si muovano con le persone, non è più accettabile che nel 2022 ci si vada, ad esempio, a far curare da Roma a Milano e venga chiesto di portarsi le lastre da casa. Dobbiamo far sì che i cambiamenti siano percepibili, tangibili, agiscano sulla vita delle persone. Questa è la nostra sfida e vogliamo far sì che ben prima del 2026 tale cambiamento arrivi alla vita di tutti”, ha concluso.

SCOTTI (FIMMG): “NELLA DIGITALIZZAZIONE SIAMO A UN BIVIO, STRADA È LA PREVENZIONE

“Siamo di fronte a un bivio che ci può portare verso un rischio di interpretazione della sanità digitale come momento di ‘selezione’ dell’accesso ai servizi sanitari o piuttosto come percorso che potenzi l’azione delle competenze del medico, o comunque dei professionisti della sanità, rispetto alla capacità di determinare un accesso privilegiato e di precisione ai percorsi più opportuni, efficaci ed efficienti per quel paziente”. Lo ha detto Silvestro Scotti, segretario nazionale generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), intervistato dalla Dire

“Riportare indietro questi meccanismi- ha continuato il segretario Fimmg- significa aumentare il modello di prevenzione. Grazie alla digitalizzazione si può avere un’azione predittiva e tutto questo potrebbe addirittura rendere sostenibile il sistema molto di più della selezione stessa che invece ne rappresenta il rischio”.

“Al punto in cui siamo il problema più grosso è che gli attori professionali che devono intervenire nell’utilizzo di queste tecnologie sono poco coinvolti per far in modo che il modello si orienti verso la competenza e non verso la selezione- ha evidenziato Scotti- Oltretutto per mettere insieme quanto di buono sia stato già fatto bisogna cominciare a ragionare su modelli di cooperazione applicativa in modo tale che si crei una rete neurale digitale di intelligenze di quello che è stato fatto per arrivare rapidamente in futuro a un sistema open data. Un sistema che permetta al dato di circolare a prescindere dallo strumento che il singolo medico, il singolo operatore, il singolo farmacista, il singolo legislatore, l’amministratore o chiunque abbia necessità utilizzi”, ha detto Scotti evidenziando che questo sistema è un suo “sogno deontologico. Sono stato io- ha concluso- che l’ho fatto scrivere nell’articolo 73 dell’allegato informatico al Codice deontologico”.

OLIVETI (ENPAM): “IL FUTURO È CONIUGARE LA TECNOLOGIA CON LA VECCHIA SAPIENZA

“Il futuro della professione medica è coniugare, in tempi nuovi, i vecchi concetti della scienza e della coscienza. La tecnologia, l’uso dell’intelligenza artificiale, vanno applicate ai concetti di vecchia sapienza, di capacità di gestire il rapporto, la relazione clinica con le persone, utilizzando allo stesso tempo un giudizio morale sulle proprie attività che non potrà mai essere scaturito dalle macchine”, ha dichiarato Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, intervistato dalla Dire in occasione dell’evento organizzato da Healthware Group.

Di certo la strada della sanità verso la digitalizzazione, iniziata anni fa, è stata accelerata dalla pandemia. “Il Covid ha accelerato le esigenze di un utilizzo più pratico– ha continuato Oliveti- è evidente però che la digitalizzazione ha ancora dei percorsi da seguire che sono quelli della corretta diffusione delle capacità di approcciare la professione. Quindi- ha concluso il presidente Enpam- informazione, formazione, divulgazione, evidenze scientifiche da confermare nell’utilizzo clinico della digitalizzazione e capacità di avere sempre una valutazione in senso di coscienza, quindi in senso etico, di attività in cui l’opera umana viene supportata dalla grande capacità amplificatoria della tecnologia”.

CATALANO (POSTE): “LA RIORGANIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA E IL DIGITALE SONO LE SFIDE DEL FUTURO”

Siamo nel momento clou della trasformazione digitale. Oggi le due grandi sfide all’interno del Pnrr sono da un lato la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e il trasferimento dell’erogazione di alcune prestazioni al domicilio del paziente e dall’altro la trasformazione digitale, quindi l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Questo in sanità si traduce in fascicolo sanitario elettronico, telemedicina, ossia piattaforma nazionale e servizi a favore del paziente per migliori prestazioni a minor costo. Parliamo poi soprattutto di competenze digitali che servono a supporto di questa trasformazione”. Lo ha detto Ilaria Catalano, amministratore delegato Poste Welfare, intervistata dalla Dire.

“L’obiettivo di Poste- ha continuato Catalano- è quello di garantire sempre di più una democratizzazione di accesso alla salute. Oggi abbiamo un mix di asset che fanno leva sui canali fisici, come gli uffici postali e i porta lettere, e sui servizi integrati che offriamo ai cittadini. L’obiettivo di Poste oggi è di sfruttare questo mix di canali fisici e digitali. Abbiamo 20 milioni di interazioni- ha sottolineato Catalano- che vengono effettuate quotidianamente con i cittadini, di cui il 64% avvengono attraverso i canali digitali. Poste vuole creare una piattaforma ecosistemica che sia in grado di mettere in contatto l’erogatore di servizi di salute con i fruitori dei servizi che sono pazienti, cittadini e caregiver”.

LETTIERI (FOFI): “FARMACIA PRESIDIO POLIFUNZIONALE DEL TERRITORIO

“La farmacia ha una storica vocazione al servizio e un rapporto fiduciario molto solido con l’utente. Questi presupposti, le competenze scientifiche e la prossimità con cui la farmacia si presenta nel servizio sanitario territoriale, confermano il suo ruolo di presidio polifunzionale deputato all’erogazione, non soltanto del medicinale, ma di servizi che concorrono, in una logica di team assistenziale, a migliorare la qualità dell’assistenza”, ha dichiarato Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani, intervistato dalla Dire in occasione del ‘Frontiers Health Italia 2022 – La sanità digitale al servizio della salute pubblica’.

Questo approccio “genera quella cosiddetta medicina pro-attiva- ha continuato D’Ambrosio Lettieri- che avvicina sempre di più il sistema sanitario e i suoi servizi al cittadino e ai suoi bisogni di salute in una prospettiva che ci consegna la cronicità come problema centrale nell’ambito dei nuovi modelli di governance e che sul territorio deve trovare le sue risposte”.

WITTUM (ASTRAZENECA ITALIA): “SEGUIRE GERMANIA SU DIGITAL THERAPEUTICS

Nei servizi di salute digitale e sanità integrativa “sono stati fatti molti passi in avanti. Grazie alle risorse e alle riforme col Piano nazionale di ripresa e resilienza si stanno definendo, per esempio, quali sono gli standard tecnologici che tutte le piattaforme di telehealth devono avere per integrarsi con i sistemi regionali, e questo è un grande passo e complemento ad Agenas e a tutti gli interlocutori politici e istituzionali”. Lo ha detto Lorenzo Wittum, amministratore delegato e presidente di AstraZeneca Italia, intervistato dalla Dire.

“Crediamo che si debba andare avanti in questa strada- ha continuato Wittum- seguendo, per esempio, la Germania per i digital therapeutics perché crediamo che con il digital healthcare act in Germania siano state approvate terapie digitali molto interessanti che apportano valore ai pazienti e al sistema sanitario. Avere questo framework regolatorio anche in Italia possa aumentare la quantità e la qualità degli investimenti verso il digitale per il benessere dei pazienti e del sistema sanitario”.

“Da parte di Farmindustria con il gruppo di digital and connected care- ha aggiunto Wittum- siamo felici di poter collaborare con le istituzioni per lavorare su temi relativi alla digital literacy. Crediamo sia molto importante aumentare le competenze digitali di tutto il sistema, lavorare per far sì che i problemi e le issues di privacy dei dati siano gestiti fin dall’inizio della collaborazione e poi lavorare su partnership di valore che possano sviluppare, fra industrie e insieme al pubblico, delle iniziative interessanti che possano davvero generare valore per il sistema, per i pazienti e per tutta la società”.

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2022-05-10T18:10:17+02:00