Bassetti: “Medici no-vax? Dovremmo avere la forza di radiarli dall’ordine”

Matteo Bassetti
L'infettivologo incita al coraggio, sia nella denuncia dei colleghi contrari all'immunizzazione, sia nei comportamenti tra chi ha già ricevuto il siero: "Bisogna vivere più tranquilli, come negli Usa"
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GENOVA – “Chi oggi è contro i vaccini, dovremmo avere la forza di radiarlo dall’ordine dei medici”. Così Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino, a ‘L’aria che tira’ su La7. “Bisogna vaccinarsi e non si può scegliere il vaccino– prosegue l’infettivologo- non è come al banco del supermercato in cui si sceglie tra il prosciutto di Parma o il San Daniele. Se le istituzioni sanitarie decidono un vaccino, lo prendi e basta”. Poi, aggiunge su Facebook: “Chi lo rifiuta perché non gli piace? Resterà senza. Peggio per lui o per lei”.

Per Bassetti, “è un fatto positivo che i vaccini siano stati approvati velocemente. A Genova, abbiamo costruito in un anno e mezzo un ponte, per il quale normalmente in Italia ci vogliono dieci anni: non è che questo ponte è meno sicuro degli altri, perché abbiamo seguito tutti gli step. Così è stato fatto con i vaccini. Alcuni degli effetti che non si sono visti nella fase 3, che è durata molto poco, li stiamo osservando oggi: cioè facciamo la cosiddetta farmacovigilanza sul campo. Ma si è sempre fatto con tutti i farmaci quando ce n’è urgenza perché non c’è alternativa”.

“VIA LA MASCHERINA TRA VACCINATI: BISOGNA AVERE PIÙ CORAGGIO”

“Credo che bisognerebbe vivere più tranquilli, come stanno già facendo negli Usa. Tra vaccinati, soprattutto all’aria aperta, si può stare senza mascherina. Bisogna avere più coraggio” dichiara Bassetti. “La quarantena da vaccinati non ha alcun senso– prosegue l’infettivologo- gli americani, che sono più pratici e un po’ più scientifici, hanno già eliminato sia la quarantena che il tampone per i contatti di chi è vaccinato”.

“NO IMMUNITÀ GREGGE SE NON LO SI FA AI GIOVANI”

“Gli effetti positivi ci sono anche prima dell’immunità di gregge, anche sotto il 50% dei vaccinati. Dobbiamo ambire all’immunità di gregge, ma se non vacciniamo i giovani non ci arriveremo mai. Almeno un quarto della popolazione generale, in Italia, non ama i vaccini: ci sono i no vax, ma ci sono anche i vaccino scettici, che vanno convinti” ha detto Matteo Bassetti a “L’aria che tira” su La7. “Arrivati a questo punto, non fai il vaccino? Le dosi che non usi, le dai da un’altra parte. Non lo vuoi fare? Ti arrangi- prosegue l’infettivologo- è assurdo che rimangano vaccini non utilizzati nei frigoriferi di alcune regioni”.

“L’RT DA SOLO NON VA BENE, SERVE L’INDICE DEI RICOVERI”

L’indice Rt va bene assieme ad altri indici, in un momento di altissima circolazione del virus, quando un incremento di Rt significa anche un significativo incremento di ricoveri. L’indice Rt non può essere l’unico strumento, devono esserci altri indicatori più importanti come quello dei ricoveri e delle terapie intensive”. Così Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino, a “L’aria che tira” su La7. “Oggi l’aumento dell’indice Rt non significa aumento di ricoveri: le persone che venivano ricoverate prima, oggi non vengono più ricoverate perché sono vaccinate- spiega l’infettivologo- su cento ottantenni che si infettano, venti vanno in ospedale, su cento cinquantenni, ne va in ospedale uno”.

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