Tra Pd e M5S commedia degli equivoci, e Raggi batte Zingaretti

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Viene in mente il teatro classico romano, quello della commedia degli equivoci. Uno sguardo al passato per capire il caos attuale, con il braccio di ferro tra Pd e M5S per la poltrona di sindaco di Roma. Da una parte la sindaca ‘grillina’ uscente, Virginia Raggi, dall’altra il Pd di Roma che fino all’ultimo ha cercato di mettere in campo Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio che il segretario Dem, Enrico Letta, considerava la scelta migliore, e che invece alla fine ha mollato lasciando il campo a Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia del Governo Conte. Oggi, tra i Dem, tutti masticano amaro e fanno finta di essere contenti di Gualtieri. Ma sotto monta la rabbia contro il M5S, con cui a livello nazionale il Pd sta cercando di realizzare un’alleanza politica e che alla fine, invece, si ritrova a raccogliere i cocci, come si dice a Roma. Come la migliore commedia dell’antica Roma, appunto, come spiega Wikipedia: “Uno degli esempi più comuni è quello provocato dallo scambio di persona: in tale situazione si trovano ad agire, alternativamente, due personaggi, l’uno all’insaputa dell’altro”. Gli ingredienti ci sono tutti. Perché sin dall’inizio sia Letta che Giuseppe Conte, che dovrebbe essere il leader del nuovo M5S, si erano impegnati a marciare insieme, a trovare un accordo anche per avere candidati comuni alle prossime elezioni comunali. Si voteranno i sindaci delle più grandi città ma, alla fine, forse, solo su Napoli, forse (oggi va ripetuto), si troverà l’intesa. Quanto accaduto a Roma, però, rappresenta un vero e proprio macigno sulla strada dell’accordo tra Pd e M5S. E hanno fatto arrabbiare quasi tutti i Dem le parole usate ieri proprio da Conte per scaricarli: “Il Movimento5Stelle su Roma- aveva detto- ha un ottimo candidato: si chiama Virginia Raggi, il sindaco uscente. Il Movimento l’appoggia in maniera compatta e convinta, a tutti i livelli. Virginia sta dando un nuovo volto alla città e dopo una fase iniziale in cui la sua amministrazione ha dovuto dare segni di discontinuità con le gestioni del passato e ha dovuto tanto seminare, da un po’ di tempo si iniziano a vedere i chiari frutti di questo intenso lavoro e i romani se ne stanno rendendo conto ogni giorno di più”. Parole, in alcuni passaggi, ritenute persino offensive e comunque portano allo scoperto l’estrema debolezza dello stesso Conte, che non è riuscito a far passare la sua linea, anzi, ha dovuto fare marcia indietro a tutto gas. A questo punto la campagna elettorale sarà all’ultimo sangue, con la sindaca uscente che attaccherà il candidato Dem in qualsiasi modo, e con il Pd che dovrà far di tutto per stroncare la ‘grillina’ per non trovarsi di fronte all’incubo degli incubi: Raggi al ballottaggio con il candidato del centrodestra.

Oggi Francesco Boccia, responsabile Enti locali del Pd, ha cercato di mettere una pezza: “Avevamo chiesto a Virginia Raggi di avere coraggio e mettersi in discussione. La sindaca sa che Roma e’ in emergenza in molti settori e molte di queste emergenze non sono state risolte, a differenza dell’emergenza sanitaria nel Lazio risolta da Zingaretti. Conte ha fatto una scelta di campo decidendo di sostenere la Raggi, scegliendo la strada del confronto davanti agli elettori, ma Gualtieri andra’ al ballottaggio e Virginia Raggi ci aiutera’ in quell’occasione.
Parliamo del ministro dell’Economia del Governo Conte e protagonista assoluto del Recovery plan”. A rinforzo il segretario Letta: “Lo dico con forza, Roberto Gualtieri sara’ il prossimo sindaco di Roma. Il Pd ha fatto questa scelta convintamente e Gualtieri avra’ il massimo sostegno. Sara’ un ottimo sindaco di Roma perche’ e’ colui che piu’ di tutti ha impersonificato l’idea del Recovery. Sara’ colui che sara’ in grado di portare l’idea del Next generation Eu a Roma”.

Gongola Carlo Calenda, leader di Azione e anche lui in corsa per fare il sindaco di Roma: “Il dato politico e’ che l’allenaza Pd-M5S con la Regione al M5S e il sostegno a Zingaretti a Roma e’ finito con il trionfo di Raggi e con il Pd che dice che al secondo turno la voteranno. Boccia ha detto quello che ha detto Letta, ovvero che al secondo turno andranno insieme. Ma Roma e’ stato un disastro amministrativo, ora dicono che voteranno Raggi al secondo turno: voglio vedere se gli elettori Pd tra me e Raggi al secondo turno voteranno lei“.

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