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Pallavolo, l’Italia di Mazzanti raddoppia: le azzurre come i Queen

Pallavolo
Una squadra di 17 azzurre è già al lavoro per la Volleyball Nations League, un secondo team invece, dal 17 maggio, sarà il gruppo olimpico
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ROMA – Trentadue atlete convocate, divise in due gruppi. Uno lavora sulla Volleyball Nations League, l’altro è il gruppo olimpico. Di convocazioni, obiettivi e scelte ne ha parlato, in un incontro in videoconferenza con la stampa, il ct Davide Mazzanti da Cavalese, “un luogo ideale sia per la preparazione che per rimanere in bolla”, ha illustrato la stagione che vedrà le azzurre volare alle Olimpiadi.

Un gruppo, 17 azzurre, sono già al lavoro per la Volleyball Nations League, le altre 15, invece, saranno a Cavalese in collegiale dal 17 maggio. Di certo, ha spiegato il ct, far parte del gruppo della VNL “non pregiudica poi la possibile presenza in quello per Tokyo”. Invece possibili cambi “per l’ingresso nel gruppo VNL riguarderanno solo Rebecca Mondello e Rebecca Piva, le uniche ancora in attività e che forse non riusciranno ad unirsi al gruppo prima del 21″.

Nella videoconferenza è arrivato anche l’annuncio del cambio di capitano. La fascia, infatti, passa da Cristina Chirichella a Miriam Sylla. Mazzanti ha spiegato che per le azzurre sono previsti 3 collegiali, “il primo a Cavalese dal 21 maggio, poi uno stage all’estero da definire con 8 amichevoli”. Ha inoltre sottolineato la novità del gruppo olimpico, “ridotto a 12 atlete” e della scelta di “avere 3 centrali e 1 libero”. Da qui, la decisione del passaggio di fascia: “Ho chiesto il sacrificio a Chirichella”, ha spiegato, “per dare a tutti i centrali di esprimersi al meglio per avere la possibilità di scegliere i valori che l’estate mi dirà. Questo non toglie niente al valore di Cristina. Questa scelta è l’opportunità migliore per esprimersi al meglio, scegliere 12 persone è l’aspetto delicato”.

Sul perchè della scelta di Sylla capitano, ha spiegato di aver “pensato a lei per quello che ho visto all’ultimo Europeo e per il percorso fatto in Nazionale“, convinto anche che Sylla sia “pronta a fare quello che finora ha fatto Cristina”. Un momento della stagione che arriva dopo oltre un anno particolare, a causa dell’emergenza sanitaria: “Cosa ha lasciato l’anno alle ragazze? I segni sia – soprattutto – sul fisico, che sulla mente. È una stagione stressante, per le vicende legate al covid, recuperare le partite le ha sottoposte a uno stress importante. Sei più centrata sul lavoro in palestra”.

Nonostante tutto, comunque, il ct ha notato “una attenzione sulla pallavolo che raramente ho respirato. Sia nel gruppo della VNL che su quello olimpico. Il difficile sarà gestire problematiche fisiche, dal punto di vista mentale le ragazze sono centrate più che mai su quello che hanno davanti”. Il ct è quindi tornato sul finale di stagione di Paola Egonu, per la quale azzarda un paragone particolare: “Quando guardo Paola e le squadre dove gioca mi sembra di vedere i Queen che si esibiscono. Ci sono grandi solisti e un grande performer che si esprime secondo il suo talento. Noi abbiamo grandi solisti capaci di suonare all’interno del campo e un performer che forse non ha nessuno al mondo ed e’ in grado di esprimersi a livelli assoluti”.

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