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Smart working, Copasir e ‘guerre di dati’: le inchieste di Report del 10 maggio

Nuovo appuntamento alle 21.20 su Rai3: le anticipazioni
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ROMA – Nuovo appuntamento con le inchieste di Report lunedì 10 maggio, alle 21.20 su Rai3. Si parte con il reportage “L’occhio del dragone” di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella con la collaborazione di Norma Ferrara e di Eleonora Zocca. Con la pandemia ci siamo abituati a passare numerosi controlli biometrici: le telecamere intelligenti rilevano se abbiamo la febbre, se portiamo bene la mascherina, se abbiamo un cappello che copre troppo la fronte, se siamo in gruppo o da soli davanti all’obiettivo. Si tratta di un grande aiuto a prevenire la diffusione del virus ma il mercato della videosorveglianza è in mano a poche aziende e i più grandi player del mercato sono multinazionali cinesi. Chi c’è dietro queste aziende? Dove finiscono i nostri dati? Potrebbero essere usati contro di noi? Dopo Trump e Biden una nuova guerra fredda sembra stagliarsi all’orizzonte e proprio i dati saranno il terreno di battaglia.

Intanto l’ombra di deportazioni e lavoro forzato tinge di rosso le piantagioni di cotone dello Xinjiang nell’ovest della Cina, dove decine di migliaia di uiguri, una minoranza turcofona musulmana, sono costretti da Pechino a estenuanti campagne di raccolta a mano lontano dai loro villaggi. Il Partito Comunista Cinese vuole cancellare le radici culturali delle minoranze e combattere l’estremismo e lo ha fatto imprigionando da uno a tre milioni di uiguri in campi di rieducazione che il governo definisce centri di formazione professionale. Una volta rieducati molti di questi uiguri sono spediti nelle grandi fabbriche della Cina orientale, a lavorare per i fornitori di multinazionali occidentali. Anche Report ha provato a creare una società di import export, infilandosi nel business del cotone e scoprendo quanto è facile camuffarne l’origine. 

La seconda inchiesta sarà “Smart Work in progress”, di Max Brod con la collaborazione di Greta Orsi. Con la pandemia tutto il mondo, Italia compresa, ha iniziato a sperimentare lo smart working. Da una parte ci sono i datori di lavoro che ci credevano ancor prima del Covid, dall’altra c’è chi, per paura dei cosiddetti “furbetti”, non si fida a lasciare i lavoratori a casa. È così che cresce la richiesta, per gli investigatori privati, di spiare i dipendenti. Non tutti però sono così diffidenti. Ci sono aziende che vedono aumentare la produttività grazie allo smart working e molti dipendenti hanno iniziato a scegliere le location più disparate per la loro postazione di lavoro: addirittura le navi da crociera. Migliaia di piccoli borghi in via di spopolamento, poi, sognano di rinascere grazie al lavoro agile. Sempre che arrivi l’elemento fondamentale per lavorare da remoto: l’internet veloce. 

In chiusura di puntata “Com’è andata a finire?” con “Babbi e spie”: il Copasir, l’organismo bicamerale che esercita il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti italiani, dopo la messa in onda di foto e video che mostravano l’incontro tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e lo 007 Marco Mancini, oggi dirigente del Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), ha deciso di approfondire. Ha convocato lo stesso direttore del Dis Gennaro Vecchione, riservandosi di procedere a ulteriori verifiche e alle audizioni degli stessi Renzi e Mancini. Report tornerà sulla vicenda con informazioni esclusive.

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